mercoledì 23 giugno 2010

In vacanza con gli animali

E’ ora di vacanze e per chi ama gli animali si pone il problema, o meglio la difficoltà della scelta della vacanza perché non è così semplice trovare strutture che accettino i nostri amici più o meno pelosi.



. BachecaWeb .

E’ ora di vacanza con tutta la famiglia, compresi anche i nostri piccoli o grandi amici che per tutto l’anno ci fanno compagnia e ci regalano amore e attenzione in modo incondizionato. Come una campagna pubblicitaria che sta passando in questo periodo in televisione, bisogna portarli con noi, cani, gatti, pesci rossi o qualsiasi altro tipo di animale domestico, ma non è sempre così semplice, anche se in questi ultimi anni le strutture ricettive per gli animali sono molto aumentate.
Innanzi tutto è sicuramente più semplice trovare accoglienza per gli animali in zone di campagna o collina, grazie a maggiori spazi disponibili. E’ certo più semplice che negli agriturismi, dove spesso ci sono già animali residenti, e che siano ben accolti non è una sicurezza, quindi sempre meglio verificare. Ci limitiamo a parlare della situazione più difficile, l’Italia.
Spiaggia al mare
Cane 
in spiaggiaAmmettiamolo che in Italia è un vero problema: se la spiaggia è attrezzata, dipende dal proprietario del bagno se e come potete stare in spiaggia. Poi dipende dalle ordinanze comunali se è comunque possibile accedere alle spiagge libere e all’acqua, perché se il divieto è totale, niente bagno, niente bagnasciuga e niente spiaggia, neppure quella libera. Per esempio a Rapallo è vietato, a Lucca è vietato, Lidi Ferraresi è vietato, Tortoreto e Alba Adriatica (TE) è vietato, in Calabria quasi dovunque, come in Sardegna. Sì, perché se al cane non è permesso fare il bagno, forse non ha neppure molto senso portarlo in spiaggia se fa caldo e c’è afa. Sul sito Io Posso Entrare vengono anche indicate le spiagge e gli accessi per gli animali.
Lago e fiume
Cane 
al fiumeAl lago sembra ci siano meno problemi, ma non perché sia tutto organizzato, semplicemente perché, essendo il “problema” meno pesante, non sono state fatte in tanti posti delle norme in fatto di balneazione degli animali. Comunque sempre meglio controllare tramite l’amministrazione comunale. Parlando dei fiumi, sono spesso fonte d’acqua per mucche e altri animali al pascolo, sarebbe ridicolo il divieto di balneazione ma, visto i controsensi che spesso accadono, meglio verificare.
Gatto
 sul lettoHotel
Finalmente anche negli alberghi vengono riservate stanze per chi vuole tenere animali e vengono anche create zone dove possono essere custoditi come porzioni di giardino recintato, aree coperte dedicate. Ovviamente sembra sia più facile trovare questi servizi negli alberghi di lusso (i soldi hanno spesso il loro peso, purtroppo) per questo vi consiglio questo sito: In vacanza con Fido.
Agriturismi e B&B
Andrebbero differenziati, ma questi due tipi di strutture sono spesso assimiliate. Nei primi non ci sono particolari problemi, gli animali sono ben accetti, magari controllate quali limitazioni possono esserci, se avete un alano o un bobtail le dimensioni potrebbero essere un problema e anche se avete dei gatti, essendo mediamente da confinare in casa, non sempre sono ben accetti nelle camere o appartamenti dove soggiornerete. Sembra quasi che sia più facile avere un coccodrillo che razzola in giardino che non un gatto (!). Per i B&B, non in città dove diventano paragonabili agli hotel, c’è qualche difficoltà in più se sono solo camere e non appartamenti, ma è sempre più semplice se spesso i proprietari hanno già animali. Per questa scelta vi consiglio questo sito Vacanzeanimali.
Un’altra nota se non avete ancora le idee chiare: nelle zone di confine, soprattutto l’Alto Adige e verso il Piemonte francese, esiste una cultura di ospitalità degli animali totalmente diversa, come per esempio sul sito Doggyholiday trovate anche Gattoindicazioni su tanti altri servizi a disposizione.
Do per scontato di avere a che fare con proprietari di animali rispettosi delle normali regole di educazione e di pulizia del proprio animale, ma anche in questo caso vi consiglio di portare molta pazienza e di documentarvi su regole e limitazioni nel posto dove vi recherete, ignoranti e maleducati ce ne sono tanti e se vi sarete preparati, eviterete arrabbiature inutili.

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martedì 22 giugno 2010

Ordine 11110, la sovranità monetaria uccise J.F. Kennedy

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Ordine 11110, la sovranità monetaria uccise J.F. Kennedy


Ci hanno provato e per questo sono stati assassinati.
Dallas, 22 novembre 1963 ore 12:30 circa, J.F. Kennedy viaggia nella bianca limousine assieme a sua moglie, al governatore del Texas, John Connally, e consorte. Un cecchino, pochi spari, il Presidente degli Stati Uniti D'America verrà assassinato sotto gli occhi increduli degli americani, ma, soprattutto, quegli spari impediranno a Kennedy di firmare un documento che avrebbe spezzato le catene della schiavitù. In tanti si ostinano, con ricostruzioni storiche, filmati e libri, a ricordare o dipingere J. F. Kennedy come l'amante della Marilyn Monroe, come uomo insensibile, padre assente e marito infedele, un donnaiolo. Forse lo era davvero, ma J.F. Kennedy deve essere ricordato per un fatto ben più importante e cruciale nella storia non solo americana, ma mondiale. J.F.Kennedy firmava la sua condanna a morte il 4 giugno 1963. L’intenzione del Presidente era di ritornare alla Costituzione. La Costituzione americana da al Congresso la potestà di emissione di moneta. Kennedy stava per autorizzare l’emissione di 4.292.893.815 dollari in banconote statunitensi attraverso il Tesoro. Soldi veri liberi da vincoli bancari. Nessun interesse da sostenere. Con una firma Kennedy metteva alle corde la Federal Reserve Bank. L’entrata in circolazione della nuova banconota avrebbe di fatto eliminato la domanda di banconote della FED. Questo per un semplicissimo motivo: l’emissione governativa era garantita da scorte d’argento, mentre le banconote emesse dalla FED non poggiavano su alcuna forma di garanzia. Dopo l’assassinio, il suo successore, Lyndon B. Johnson, fermò immediatamente la stampa delle banconote affidando nuovamente alla FED il compito della loro emissione. Garantì inoltre la continuazione della tassa IRS per i profitti bancari.
Tuttavia va ricordato che l’atto esecutivo 11110 non è stato mai abrogato.
" Come mai nessun Presidente ha mai pensato di ripristinare quel decreto? Forse l’assassinio perpetrato a Dallas è da considerare un avvertimento a tutti coloro che aspirano a divenire inquilini della Casa Bianca? "
Una sorta di messaggio “ La FED non si tocca!”.
Lincoln, Garfield, McKinley, Kennedy: quattro Presidenti assassinati. Ognuno di loro si era opposto ai banchieri. Andrew Jackson fu più fortunato: riuscì a scampare a più tentativi d’assassinio e fece della lotta contro lo strapotere del sistema bancario una ragione di vita. Reagan, minacciò di sostituire il Presidente della FED, Paul Volcker. Alcuni giorni dopo aver pronunciato la famosa frase “ …non dobbiamo rendere conto alla Federal Reserve, tanto meno al suo Presidente”, qualcuno gli scaricò addosso il caricatore di una Berretta. Reagan si salvò e uscito dall'ospedale disse in una conferenza stampa: il Presidente della FED, Volcker, stava facendo “ un buon lavoro”
"Signor Presidente, in questo paese abbiamo una delle istituzioni più corrotte che il mondo abbia mai conosciuto. Mi riferisco al consiglio d'amministrazione della Federal Reserve ed alle banche Federal Reserve. Il cda della Federal Reserve, un cda di governo, ha fregato al Governo degli Stati Uniti ed al popolo statunitense abbastanza soldi per estinguere il debito pubblico. Le predazioni ed ingiustizie del cda della Federal Reserve e delle banche Federal Reserve, agendo assieme, sono costate a questo paese abbastanza soldi per ripagare numerose volte il debito nazionale. Questa maligna istituzione ha impoverito e rovinato il popolo degli Stati Uniti, è andata in bancarotta ed ha portato alla bancarotta il Governo. Ha ottenuto questo attraverso la cattiva amministrazione della legge che autorizzava il cda della Federal Reserve ed attraverso le combriccole corrotte che la controllano. Qualcuno pensa che le banche Federal Reserve siano istituzioni degli Stati Uniti. Non sono istituzioni statunitensi. Sono monopoli di credito privati che si basano sul popolo statunitense per beneficiare se stessi ed i loro clienti stranieri, gli speculatori e predatori interni e stranieri, e i ricchi predatori usurai. In questa oscura cricca di pirati finanziari ci sono quelli che taglierebbero la gola di chiunque per sottrargli un dollaro dalle tasche, vi sono quelli che mandano soldi negli stati per comprare i voti per controllare la nostra legislazione, e ci sono quelli che mantengono una propaganda internazionale allo scopo di ingannarci e di spingerci a fornire nuove concessioni che permetteranno loro di insabbiare le loro malefatte precedenti e di rimettere in moto il loro gigantesco treno criminale. Questi 12 monopoli privati vennero slealmente ed ingannevolmente imposti a questo paese da banchieri che vennero dall'Europa e che hanno ripagato la nostra ospitalità minando alla base le nostre istituzioni americane".
I governi, come l'America, hanno garantito il potere ad emettere banconote alle banche come la FED, Banca centrale, Banca Mondiale...Queste banche – vendono – le banconote agli Stati che richiedono denaro. Gli Stati pagano le banconote non al prezzo di stampa ma al valore nominale della banconota, esempio: una banconota da 100 euro costa di stampa circa 5 centesimi, lo Stato la paga 100 euro più interesse. Tale pratica rientra nel termine – signoraggio. Il signoraggio crea schiavitù, il debito pubblico.
Questo denunciava J.F. Kennedy.
Kennedy riteneva che, ritornando alla Costituzione, la quale afferma che solamente il Congresso può coniare e regolare la moneta, il crescente debito nazionale poteva essere ridotto smettendo di pagare interessi ai banchieri del sistema della Federal Reserve, che stampava cartamoneta e la prestava al governo contro interessi.

Ordine Esecutivo 11110

EMENDAMENTO DELL'ORDINE ESECUTIVO N. 10289
MODIFICA RELATIVA ALL'APPLICAZIONE DI CERTE FUNZIONI CHE RIGUARDANO IL

MINISTERO DEL TESORO
In virtù dell'autorità affidatami dalla sezione 301 del Titolo 3 del Codice degli Stati Uniti, viene ordinato quanto segue:
La Sezione 1 dell'Ordine Esecutivo n. 10289 del 19 settembre 1951, come modificata, viene qui ulteriormente modificata -
Aggiungendo alla fine del paragrafo 1 di cui sopra il seguente sottoparagrafo (j):
(j) L'autorità di cui è investito il Presidente dal paragrafo (b) della sezione 43 della Legge del 12 maggio 1933, come modificata (31 U.S.C. 821(b)), di emettere certificati argentiferi contro qualsiasi deposito d'argento, argento o normali dollari d'argento nel Tesoro non legati alla restituzione di qualsiasi certificato argentifero preesistente, di prescrivere la denominazione di questi certificati argentiferi e di emettere normali monete d'argento e valuta sussidiaria redimibile in argento
e
Revocando i sottoparagrafi (b) e (c) del paragrafo 2 predetto.
Sez. 2 I cambiamenti effettuati da questo Ordine non devono influenzare qualsiasi atto effettuato o qualsiasi diritto acquisito o qualsiasi causa o processo in atto o iniziato in qualsiasi causa penale o civile prima della data di quest'Ordine ma tutte queste responsabilità continueranno e verranno esatte come se il detto emendamento non fosse stato effettuato.

John F. Kennedy, Casa Bianca, 4 giugno 1963.

Roberta Lemma

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domenica 20 giugno 2010

OK PER HI5

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obrigada vc e um amor tenha uma linda semana
beijuuuuuuuussss
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obrigada pelo carinho
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Abraços - Mensagens e Imagens!









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giovedì 17 giugno 2010

mercoledì 16 giugno 2010

La cabina telefonica va in pensione

Con l'avvento dei cellulari le cabine telefoniche sono state usate sempre di meno fino quasi al loro inutilizzo. Da qui la decisione di cominciare lo smantellamento.





. Vi ricordate un tempo quando ancora i cellulari non esistevano e l’unico modo per effettuare telefonate, oltre al telefono domestico, era quello di entrare in un cabina, tirare fuori uno o  più gettoni e comporre il numero?
La prima fu installata nel lontano 10 febbraio del 1952.
Quanti fidanzati che vivevano in città lontane, si tenevano in contatto così, senza pesare sulla bolletta dei genitori, ma in modo autonomo e magari più intimo.
È poi arrivata l’epoca delle carte telefoniche, in cui con molta più facilità e minor peso, la carta in confronto alle tante monetine era onestamente più leggera e pratica.

E così nei nostri portafogli le tante e numerose colorate carte telefoniche, in cui poi sono subentrati i collezionisti che ricercavano quelle più particolari, eccentriche, su tiratura limitata, insomma proprio da collezione!
Oggi, quando si passa davanti alle cabine del telefono è qualcosa di quasi insolito, una vera eccezione, vedere qualcuno dentro con la cornetta in mano, pronto a telefonare.
Si perché in realtà, tutti hanno il cellulare, anzi a dire il vero molti di noi ne hanno più di uno, e della cabina telefonica non si curano proprio.
Cambio di comunicazione
Il mondo della comunicazione è cambiato, è mutato molto velocemente, e noi non abbiamo fatto altro che seguire tempi e nuove mode, le quali si sono allontanate sempre di più dalla cabina, che in fondo forse era molto più intima per gestire una telefonata con fidanzati, mariti o madri. Molto meglio del parlare in un tram super affollato o nella metropolitana delle 8 del mattino, in cui tutti ascoltano se abbiamo scaricato la lavatrice e acquistato la salsiccia e la zucca per il risotto della sera, mentre comunichiamo il tutto a nostra sorella dall’altra parte del telefono!

La parola ai cittadini
Adesso è arrivato il momento di dire addio alle cabine del telefono, ne verranno smantellate 30.000 l’anno. Prima però, su ogni cabina sarà affisso un messaggio cartaceo in cui si avvisano i cittadini che presto quella cabina … sparirà! Da quel momento in realtà i cittadini, volendo, potranno fare richiesta – obiezione al sindaco, entro due mesi dal messaggio. È possibile scrivere una mail a cabinatelefonica@agcom.it.
In Italia le cabine sono 130.000 e da ognuna è stato calcolato che partono ogni giorno solo tre telefonate, ecco una delle motivazioni per cui la manutenzione supera di gran lunga il costo il  servizio offerto.
Si tratta quindi di una soppressione di un servizio pubblico che all’incirca tra 4 o 5 anni andrà a sparire.
Molti sono i consumatori che hanno e stanno protestando, poiché trattandosi di un servizio pubblico, molti utenti di questo servizio ne verrebbero privati. È anche vero che moltissimi di noi ormai utilizzano solo ed esclusivamente il cellulare, infatti dai nostri cellulari nel 2008 sono partite 97 miliardi di minuti di telefonate.
Il futuro legato ai telefoni ora punta a nuovi modelli sempre più tecnologici, piuttosto che alla banda larga, che si progetta, e in realtà è già in atto, come nuovo servizio da proporre ai cittadini.

Dunque cari cittadini a voi la parola, che in questo caso potrebbe essere anche l’ultima, soprattutto a livello decisionale. Nel frattempo guardiamo ancora queste cabine magari nostalgicamente, poiché tra qualche anno saranno molto probabilmente solo uno dei nostri tanti ricordi nelle nostre città, sempre più frenetiche e tecnologiche.



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L'idrocoltura è una comoda tecnica di coltivazione delle piante

L'idrocoltura è una comoda tecnica di coltivazione delle piante ideale per chi ha poco tempo o per gli ambienti pubblici e gli uffici. Non servono né vasi né terra ma solo acqua e argilla espansa.


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L’idrocoltura, detta anche coltura idroponica, è la coltivazione facile e pratica, ideale per gli appartamenti ma anche per chi non vuole fare a meno di circondarsi di verde magari in ufficio. Si avvale solo dell’acqua, di speciali vasi e di argilla espansa.

Come funziona l’idrocoltura?
L’acqua rappresenta un elemento naturale di crescita per la pianta, una sana fonte di benessere costante, aiutato anche dalla presenza dell’argilla espansa, che serve per mantenere costante l’umidità.
Nell’idrocoltura le radici della pianta vengono posizionate in un contenitore dotato di fori e riempito successivamente di palline di argilla. In un secondo passaggio questo contenitore verrà inserito in un secondo vaso, pieno di acqua ed eventuali altre sostanze nutritive, tipo concime liquido, in questo modo le radici avranno costantemente a disposizione tutto ciò che gli occorre per far crescere tutto l’apparato.
L’unico accorgimento che si dovrà avere sarà quello di rabboccare periodicamente il contenitore con l’acqua, e di integrare con eventuali fertilizzanti specifici, in funzione della tipologia di pianta.

Vantaggi dell’idrocoltura

* Praticità
La praticità di questo metodo risiede nel fatto che le piante non hanno bisogno di terra, e quindi è anche più semplice la loro gestione, che non prevede il ricordarsi di annaffiarle, perfetta quindi per chi “soffre” di queste dimenticanze.
* Sviluppo maggiore e più veloce delle piante
Le piante riescono a svilupparsi in modo molto rigoglioso e per alcune tipologie, molto più velocemente rispetto alla classica coltivazione con vaso e terra.
* Meno parassiti
Un altro vantaggio è che le piante coltivate così difficilmente vengono attaccate dai parassiti, come vermi, chioccioline/lumachine

Quali sono le piante che meglio si adattano a questa scelta di coltivazione?
Ecco di seguito un elenco dal quale potrete scegliere quella o quelle piante che vi piacciono di più per cimentarvi in questa forma di coltivazione.

* Ficus
* Dracena
* Potos
* Hibiscus
* Anthurium
* Calathee
* Philodendri

Ma anche le belle ed eleganti orchidee possono gradire questa scelta, ricordadndovi di vaporizzare periodicamente le loro foglie, in quanto sono piante abituate a crescere in climi tropicali e umidi.
L’idrocoltura andrà bene anche per l’Aloe e le Crassulacee, alcuni bulbi come Crocus e giacinti. Da evitare, invece, per le piante grasse in generale. Ovviamente le piante così coltivate si possono già acquistare dal vivaista e continuare poi a casa lo stesso metodo.

Come procedere
Prima di mettere una pianta in idrocoltura, se la pianta è cresciuta nel modo classico in terra, sarà bene pulirle bene le radici, in modo da non lasciare nessuna traccia, sciacquarle abbondantemente, poi di rinvasarle nell’argilla espansa procedete a un accorciamento di qualche cm, meglio effettuare tali operazioni in primavera.
L’argilla permette il passaggio dell’ossigeno alle radici, se volete nei negozi specializzati potrete acquistare anche un indicatore che vi servirà per capire la quantità di acqua presente, attraverso delle tacche che indicano i diversi livelli.

Un consiglio
Un altro piccolo consiglio è di cominciare con piante di piccole dimensioni, o semplici talee. L’idrocoltura sarà una ottima scelta soprattutto per chi si allontana per periodi medio - lunghi da casa, ad esempio durante le vacanze estive o invernali, in questi casi le nostre piante non verranno abbandonate, ma si lasceranno in una situazione di benessere e di salute.
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martedì 15 giugno 2010

Da secchioni a ricconi grazie a Facebook

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Miliardari per caso

Da secchioni a ricconi grazie a Facebook
Una favola moderna a tutti gli effetti.
Ben Mezrich, giornalista e scrittore americano ha raccontato nel libro”Miliardari per caso“, edito in Italia da Sperling&Kupfer, la vicenda dei due amici, Saverin e Zuckerberg, che da sconosciuti secchioni di Harvard sono diventati famosi e miliardari grazie a una delle invenzioni più riuscite degli ultimi anni: Facebook.
Il più grande social network del mondo nasce nel 2003 per iniziativa dei due studenti di Harvard, grandi amici, entrambi geniali, eccellenti negli studi ma imbranati nell’approccio con il gentil sesso.
Proprio per superare gli ostacoli con le ragazze, Mark Zuckerberg viola il sistema informatico di Harvard mettendo insieme il database completo delle studentesse dell’Università, facendo così nascere il primo nucleo di quello che, qualche mese dopo, sarebbe diventato “Thefacebook”, l’antenato del celebre social network.
Così arrivano successo, soldi e donne, ma anche amarezze, dissidi e ricriminazioni tra i due ormai ex amici che continuano ancora oggi in tribunale.
Basti pensare che Zuckerberg occupa la 212 esima posizione della classifica degli uomini più ricchi del mondo stilata da Forbes, con un patrimonio stimato intorno ai 4 bilioni di dollari a soli 25 anni!
Ora l’intera storia, che sarà presto un film prodotto da Kevin Spacey diretto da David Fincher con Justin Timberlake nel cast, è raccontata, o meglio romanzata, dal libro, scritto dall’autore di molti libri di successo che, attraverso interviste e ricerche, ha tentato di ricostruire l’intera vicenda.
Tra gli intervistati figura Eduardo Saverin, mentre Zuckerberg si è rifiutato di partecipare al progetto e si allontana dalla vicenda raccontata.
Miliardari per caso fotografa il lato oscuro del network che ha cambiato la vita a mezzo miliardo di persone, in una trama esplosiva dove s’intrecciano amicizia e tradimento, successo e delusione, intelligenza, danaro e sesso.

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lunedì 14 giugno 2010

La non vera storia di John, Yoko, Mark al tempo della distruzione...... dei miti

Dear Mark
di Davide Nixon






Ascolti collegati



The Beatles
Love

AAVV
Butchering the Beatles


Caro Mark,

lo so, lo so… I patti non erano questi. Mi dispiace, che dirti? Qualche cosa è andata storta. Non so... Mi viene anche difficile scriverti, che posso dirti? Ti ho tradito per la seconda volta. La prima per quella storia sugli ideali della nostra generazione, la seconda per il finto assassinio e tutto il resto.
Ora, se la cosa ti dovesse fare piacere, sono anche io incarcerato come te: da oltre vent’anni sepolto vivo in questo cesso di appartamento. Yoko, che intasca soldi dalle nostre canzoni e si è rifatta una bella carriera da vedova inconsolabile, a me di tanto in tanto mi passa le briciole. Per alcol e droghe, più che altro.
Dannato 1969, anno maledetto. Da quando l'ho conosciuta mi ha rovinato la vita. Tutte quelle cazzate, sai il bed-in, i semi della pace... Quanto mai le ho dato retta.
Io sono un ragazzo spinto alla ribellione, come tutti quelli che son cresciuti in famiglie separate, con una zia rigida e la tragedia di mia madre scomparsa per un incidente d’auto.
Mi piaceva la musica e mi piacevano le droghe che prendevo, grazie a quel cameriere.... Come si chiamava? Boh. Beh, a me piaceva suonare e vivere cosÌ, divertendomi. Poi un giorno, un tizio che era venuto a vederci suonare, mi ha convinto a collaborare con lui... Si ti parlo di Paul, quel fottuto bastardo. I soldi, amico, piacciono a tutti. CosÌ come la fama. E di sicuro non li ottieni con prodotti di grande impegno, ammettiamolo una volta per tutte: facevamo canzonette. Erano altri tempi, fortunati per i giovani. C'era un pubblico che andava in delirio, sarà stata la fine della guerra. Non so.
Siamo stati un prodotto massificante, squisitamente borghese. A me piaceva esibirmi, avevo la lingua tagliente. Ma era uno show, capisci? Quando sei famoso, devi costruirti una tua immagine e saperla recitare. Fanno tutti così, guarda Bob ad esempio: ha fatto la voce della protesta perché¨ frequentava quel tipo di ambiente, ma ora rinnega tutto.
I rivoluzionari veri non fanno una bella vita, chiedilo a Trockji. Non era nostra intenzione essere presi a picconate, anche se Yoko quando parlavamo del mio delitto, aveva preso in considerazione una fine trockjista per me... Meno male che ci ha ripensato! Insomma, lei mi dice che son cambiati i tempi: la guerra nel Vietnam, le pantere nere, una gioventù che se ne frega se "lei mi ama ye ye ye". Paul non le capisce queste cose, lui vuole solo fare pop, come sempre. Il problema è che allora eravamo in tanti, tantissimi. Non sapevamo come sarebbe andata finire, potevamo permetterci di rimanere fuori da una fetta di mercato così grande, così importante.
Ecco, quindi che Yoko ordina - e io eseguo come sempre - di diventare un supereroe della rivoluzione. Con comodo però, infatti cominciamo con quel fottuto bed -in. Ma cazzo non aveva letto delle piaghe da decubito? Si, ho rischiato... Beh, lasciamo stare.
Così mi metto a frequentare quei tipi, tanti discorsi sulla pace. Va benissimo, buona materia, no? Si possono fare un bel po' di quattrini, me lo diceva Yoko. Tanto quegli sciocchi non potevano quasi crederci: una rinomata superstar che vive e lotta insieme a loro! Forse ci ho creduto un tantinello anche io. Tanto che la Cia e l'Fbi mi hanno reso la vita difficile. E per cosa? Una canzonetta sulla pace. Beh, forse qualcuna di più, ma cazzo questi americani sono davvero permalosi. Qualsiasi essere umano abbastanza normale, avrebbe intuito che erano canzonette per alternativi dalla bocca buona, buonissima. Cioè, signori a me della rivoluzione non interessava un cazzo. Yoko mi ha trascinato in un gioco più grande di me sfruttando il fatto che di natura sono un ribelle, "sono un ribelle mamma!", sì questo era il mio intento.
Verso la metà degli anni ‘70, sta banzai ha un'altra brillante idea: la nostra separazione. Si, io frequento la sua segretaria e poi big surprise... toh, che ritorniamo insieme. Una mossa pubblicitaria assolutamente perfetta. Parlano di noi. Questa volta perlomeno non ho quei matti delle pantere nere - oh, Bobby Seals e company, la vogliono davvero fare una rivoluzione. Che cazzo... ecco, perché ho Cia e Fbi che mi rompono i coglioni.
Che compagnie mi ordina di frequentare Ono? Il resto lo sai anche tu, no? Per caso mi mettono in contatto con te. Una cura disintossicante, mi pare. Beh, tu eri un mio devoto fan. Non avevi mai avuto una bella vita, diciamolo. Sei sempre stato un poveraccio, un perdente. Mi viene l'idea... Organizzare il mio delitto, per vivere libero e felice senza Yoko in mezzo ai coglioni! Un finto omicidio, che mi costa parecchio denaro. Speso benissimo, speso per la mia libertà. Bellissima la tua frase, hai buona fantasia: "ehi, mr Lennon sta per entrare nella storia". Roba da film western, a Ringo - il buon ringo - sarebbe piaciuta, sai lui si è divertito un casino a fare un film western, si chiama.... ehm, ah si! "Blindman". È una roba italiana, ben fatta. Lui è un bandito messicano crudelissimo. Ovviamente mentre lui si divertiva, io sotto la guida e la vigilanza di Yoko, mi rompevo le palle con tutta quella roba artistica e psichedelica... Ah, un bel western l'avrei fatto volentieri anch’io.
Beh, qualcosa è andata male. Lo so che i patti non erano questi, ma entrambi siamo prigionieri. Io vivo nascosto al buio in questo monolocale squallido. Bottiglie vuote, pastiglie, allucinogeni e la certezza di essere braccato. Yoko mi ha mandato la yakuza a cercarmi, e anche se non ho ancora le prove anche degli alieni. Li ha contattati... perché¨ lei non è umana. I giapponesi non lo sono, vengono da un pianeta lontano per invaderci non lo sai? Ecco, io ho scritto alla Casa Bianca nell'anniversario del bombardamento nucleare su Hiroshima e Nagasaki... Più o meno, la lettera diceva così: Carissimi americani, visto che avete la passione dei bombardamenti umanitari, non è che per caso potete gettare una bomba atomica su Yoko Ono? Mi sono rotto i coglioni di vivere segregato o segregrato - grato de che poi? - in questa topaia.
Non mi hanno accontentato. Sai, io bramavo talmente tanto la mia libertà conquistata. anche perché per la prima volta non mi lasciavo condizionare da quella giapponese e mi prendevo la mia vita nelle mie mani, che ho anche dovuto... ehm, compiere dei delitti? Si, pensa che ironia... Il tizio di Imagine che ha ammazzato alcune persone per proteggere sè stesso, la sua libertà conquistata e la paura che potessero avvisare quella maledetta Yoko. La prima volta è stato un tizio, un mio fan. Ho commesso l'errore di uscire a prendere da bere, quello stronzo mi ha riconosciuto. Io ho tentato di negare, ma lui insisteva... insisteva. Insisteva! Poi mi ha detto: "tu e yoko formate una coppia bellissima!" Cosaaa??? CosÌ l'ho colpito selvaggiamente! Ero libero, libero capisci? E quello stronzo stava urlando ai quattro venti che ero vivo e vegeto. Già immaginavo la banzai che si riprendeva la mia vita e mi gestiva come ha sempre fatto. Un marchio, un'operazione di marketing soffocata sotto tonellate di presunta arte del cazzo.
Mi è capitato altre tre o quattro volte. La paura di perdere la mia libertà, che casino! Ti sei beccato quanti anni? 20? Per avere ucciso solo me, e io che cosa dovrei prendere allora? La libertà purtroppo non esiste. La fama, la celebrità, il lavoro, la chiesa, la famiglia, la militanza politica, i legami sentimentali, il sesso, il cibo, la moda, l'idea che gli altri hanno o potranno farsi di te, l'isolamento, la solitudine… Non c'è scampo. Non puoi essere libero. Mai! Tu in prigione e io qui.
Dicevo, ho cambiato diverse città, fino a quando i soldi me lo hanno permesso. Persi quei pochi rimasti, per poter vivere ... ho rubato. Da solo, si perché se prendevo qualche complice poi quello capiva chi ero, e insomma dovevo eliminarlo... Per paura, no?
Un giorno entro in un appartamento, uno schifo di appartamento: disordine, bottiglie di alcol e siringhe usate. Beh, cerco qualcosa e a un certo punto appare il proprietario. Un tipo strafatto e completamente fuso. Mi ossessiona con lo spirito di un indiano che ha preso possesso del suo corpo - e dove l'ha trovato un toro seduto frocio qui?. No, cioè, mica mi trovavo in una riserva - e poi attacca a leggermi una serie di stupidissime poesie. Blablablabla. Un tipo saccente, di quelli che vogliono fare i maudit. Io cerco di svignarmela, ma lui insiste. E il re lucertola di qui, e lo sciamano di là… Insomma, ho preso un coltello e l'ho massacrato. Poi, mi ha preso il panico. Dove cazzo nascondo il cadavere? Si, oltre alla yakuza, agli alieni, alla Cia e agli agenti federali, avevo lasciato in giro tanti di quei cadaveri, che mi sentivo braccato dalla polizia. Ho peggiorato e di brutto le cose, volevo solo essere libero di suonare come ai vecchi tempi dei Quarry man. Non ci sono riuscito. Come vedi, non sono in giro a divertirmi. Beh, non sapevo dove nasconderlo e così… come dire? L'ho mangiato. Non ci sono effettivamente prove, tranne quelle che lasciamo nelle fogne in forma di merda. Credo, però, che nessun membro di Csi andrà mai ad indagare laggiù. Un metodo che ho poi usato con successo in altre situazioni. Ero senza soldi e quei pochi che mi riuscivo a racimolare li spendevo in alcol e droghe. Insomma… Dovevo pur mangiare! Non c’è nulla di meglio che della buona carne. Sana, come quella degli occidentali. Figli del progresso ricchi di vitamine!
Così vivo braccato, nascosto, non suono più. Esco solo per cercare da mangiare, come un animale feroce. Come siamo finiti?Avevamo forse sognato un mondo migliore, di essere umani e forse io ci ho anche creduto a un certo momento, forse. No, caro Mark. Siamo bestie, della peggiore specie. La crudeltà, la violenza, queste sono le cose che ci mantengono vivi. Uccidiamo a sprangate perchè qualcuno ci ha rubato una scatola di biscotti. Bombardiamo popoli per liberarli da dittature che noi stessi - come occidentali -abbiamo creato. Leggi la storia, la nostra storia come una storia di esseri umani: sangue, violenza, dolore e morte. Anche la libertà la ottieni distruggendo la vita altrui. Sai, ho nostalgia di quelle canzonette piene di ingenuo ottimismo; mi fa malissimo cantarle o sentirle ora. Io sono diventato come questo mondo: un assassino cannibale, drogato e disperato. Che lenta agonia! Eppure... eppure qualcosa è successo. Qualcosa di buono.
Tempo fa suonavo in un locale gestito da una donna; suo figlio era il nostro batterista. Successivamente Peter ha lasciato la band... Proprio quando noi stavamo diventando popolarissimi in tutto il mondo. Ha vissuto assai male, poverino. Beh, un giorno stavo cercando la mia cena e vedo questo tizio. Già pensavo di farlo alla brace, con carote e zucchine, quando improvvisamente... mi ricordo di lui. Peter!
Siamo così strani noi uomini, chissà da cosa dipende. Io ero ormai un mostro sanguinario, puro istinto animale. Da qualche parte, nei posti dove teniamo i nostri sogni e le nostre speranze migliori che non vogliamo vedere sconfitte dal tempo, mi son ricordato di lui. Era Peter! L'ho abbracciato e lui è svenuto! Non per l'emozione, ma per il mio aspetto... Insomma, diciamo che faccio paura. Freddy Kruger in confronto sembra un modello di bontà oltranzista!
Abbiamo parlato, ci siamo raccontati le nostre delusioni, le nostre paure e poi il resto è venuto da solo. Una chitarra, una batteria... ho ricominciato a suonare. Niente di che, ma sai, mi sono ripreso. Lentamente, con fatica. Non caccio più, Peter mi da una mano. Intanto quelle scomparse sono state attribuite a due giovani africani, prontamente linciati da un gruppo di onesti cittadini. Questo è il mondo! Ora però sto meglio... sono pronto a riprendermi la vita!

Ciao,
tuo John
La donna osserva, come ogni giorno, il prigioniero nella sua cella. Dall'oblò, vede solo che lui piangendo e ridendo istericamente, scrive. Più tardi leggerà quali fandonie sul suo conto ha inventato. Ma non le interessa nemmeno più di tanto; dopotutto ha ottenuto quello che voleva: fama, soldi, trasformare la sua vita in una spietata e feroce opera artistica. L'idea della morte e resurrezione dell'artista, che bella trovata. Non era stato nemmeno difficile trovare l'uomo giusto. Un tossico, un poveraccio. John poi, non si era nemmeno ribellato. Come sempre. Si, alla fine siamo intrappolati nello show. Ci sono parti da recitare, cause da sposare per 15 minuti di purificazione mediatica.
Tanti non capiscono e vivono benissimo, nell'illusione di un candore, di una speranza. Lei, a 74 anni non ha niente da sperare. E accarezzando attraverso l'oblò il volto del marito prigioniero, per un attimo vorrebbe chiuderlo, lo show che ha creato. Ma solo per un attimo.




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RITORNIAMO AI PIZZINI ! ATTENTI A CIO' CHE SCRIVETE NELLE VOSTRE E-MAIL !


‘State attenti a cio’ che scrivete nella vostra corrispondenza con amici via web, se le vostre chiacchiere a cuor leggero, finiscono sulla stampa possono diventare reato. Per questo sono stato condannato, insieme ad altri, ovviamente, per diffamazione nei confronti del sindaco Alemanno in merito alla vicenda dello stupro avvenuto il 16 aprile 2008 a La Storta ai danni di una ragazza del Lesotho’.
Lo dichiara il Consigliere regionale del Lazio Pd Mario Di Carlo che annuncia: ‘ricorrero’ in appello’.
‘La sentenza stabilisce di fatto che una conversazione privata tra amici nella quale si sottolineavano le strane coincidenze del caso e’ penalmente rilevante tanto da portare ad una condanna. E’ un principio aberrante – sottolinea Di Carlo – perche’ mette in discussione le fondamenta stesse dello Stato di diritto in Italia. In base a questo sentenza infatti da oggi sarebbe penalmente perseguibile qualunque discussione al bar, perche’ di questo si trattava, con la sola differenza che il bar era internet, e le chiacchiere erano e-mail. Praticamente siamo tornati ai tempi dei manifesti che dicevano ‘Taci il nemico ti ascolta’. E’ un precedente gravissimo – spiega – e dunque ricorrero’ in appello. Esprimere opinioni via web , per quanto discutibili, non puo’ essere reato altrimenti lo e’ qualunque discussione in ogni dove’.
fonte aduc



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