domenica 23 gennaio 2011

LIBRO CON MIO MANIFESTO DEI SEGNI ZODIACALI





CHI DESIDERA RICEVERO LASCI UN RECAPITO
 NELLO SPAZIO COMMENTI , GRAZIE

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lunedì 17 gennaio 2011

Tunisia, la moglie del presidente fugge con 1,5 tonnellate di oro



La moglie dell’ex presidente tunisino Zine El-Abidine Ben Ali, deposto dopo 23 anni trascorsi al potere da manifestazioni di piazza senza precendeti, sarebbe fuggita dalla Tunisia con una tonnellata e mezza d’oro. Lo rivela il quotidiano francese Le Monde, che cita fonti dei servizi segreti francesi. Secondo informazioni raccolte a Tunisi, Leila Trabelsi, la moglie del presidente, si sarebbe recata alla Banca di Tunisia per prelevare dei lingotti d’oro. Il governatore si sarebbe inizialmente opposto, e la signora Ben Ali avrebbe quindi chiamato il marito il quale, dopo essersi anch’egli opposto, avrebbe alla fine ceduto. La ex first Lady tunisina - scrive Le Monde - avrebbe quindi preso un volo per Dubai, prima di ripartire per Gedda, in Arabia Saudita, dove si è rifugiato il marito. «Sembra che la signora Ben Ali sia partita con l’oro», spiega un alto responsabile francese. «Una tonnellata e mezza d’oro, dal valore di 45 milioni di euro». Secondo Le Monde ancora non sono chiari i contorni della fuga di Ben Ali. Il presidente probabilmente non pensava in un epilogo così repentino della crisi, e diverse cancellerie europee ritengono che la sua sua fuga sia stata facilitata dai servizi di sicurezza libici.

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In attesa del governo di unità nazionale
Il primo ministro tunisino ha promesso di annunciare oggi la formazione di un governo di coalizione, sperando di disinnescare le protesta e neutralizzare gli uomini armati fedeli all’ex presidente. Nella notte in alcune zone della capitale si sono uditi spari dopo gli scontri di ieri tra le forze speciali tunisine e gli uomini vicini al deposto presidente. L’ex presidente Zine al-Abidine Ben Ali, rimasto al potere per circa 23 anni, è scappato in tutta fretta venerdì scorso dopo settimane di violente proteste di strada. Un giornalista Reuters nel quartiere El Omrane di Tunisi ha detto che si sono sentiti spari fino alle 3 del mattino. Secondo il racconto di alcuni residenti, persone a bordo di auto, su motociclette o anche a piedi sparavano apparentemente senza obiettivo per poi sparire. «Ci sono dei cecchini sul tetto. Non sappiamo dove. Stiamo chiedendo aiuto da parte delle forze di sicurezza», ha detto un uomo alla tv di Stato. Ma il primo ministro Mohamed Ghannouchi ha promesso rapidi interventi per colmare il vuoto di potere creatosi dopo la fuga di Ben Ali, riparato in Arabia Saudita. Tre leader dell’opposizione prenderanno posto nella coalizione, come hanno detto a Reuters due fonti vicine ai negoziati politici. Ma i ministri dell’Interno e degli Esteri della vecchia amministrazione manterranno il loro posto. I fedelissimi di Ben Ali hanno combattuto contro l’esercito al palazzo presidenziale, mentre due uomini armati appostati su un tetto vicino alla banca centrale sono stati uccisi dal fuoco proveniente da un elicottero. I carri armati hanno preso posizione attorno alla capitale Tunisi e i soldati montano la guardia agli edifici pubblici. Nella notte diversi abitanti di Tunisi hanno improvvisato barricate stradali con rami d’albero per proteggere le loro proprietà dai saccheggi.

Fonte: http://city.corriere.it/2011/01/17/milano/documenti/spari-guerra-bande-tunisia-caos-301030056875.shtml


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venerdì 14 gennaio 2011

WIKIPEDIA, CI SONO I FONDI , SARÀ LIBERA FINO Al 2012


WIKIPEDIA, 

CI SONO I FONDI , 

SARÀ LIBERA FINO Al 2012



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Target raggiunto per Wikipedia, la più grande enciclopedia libera di Internet che resterà libera per un altro anno grazie alla sottoscrizione tra i lettori: a pochi giorni dal decimo anniversario dalla fondazione, la creatura di Jimmy Wales ha raggiunto e superato l'obiettivo della raccolta fondi di 16 milioni di dollari che le permetterà di non dover raccogliere pubblicità almeno per un altro anno. «È la prova dello spirito alla base di Wikipedia», ha detto Wales. Il fundraising è stato il più grande della storia decennale dell'enciclopedia: 500 mila persone in 140 paesi hanno contribuito in appena 50 giorni. L'annuncio è stato dato dalla Wikimedia Foundation, l'organizzazione no profit che gestisce Wikipedia e i progetti collegati. In pieno panico sul futuro dell'editoria in un mondo che non vuole pagare per l'informazione, Wikipedia aveva lanciato la sottoscrizione a metà novembre: «La pubblicità e il business non sono il diavolo, ma sono concetti che non ci appartengono. Noi siamo come una biblioteca o un parco pubblico», aveva spiegato Wales la cui foto, in apertura di ogni pagina dell'enciclopedia online, ha contribuito a convincere i lettori. È scattata così una delle più veloci raccolte di fondi della storia. «Wikipedia è l'unico grande sito della top ten su Internet che resta priva di pubblicità grazie principalmente ai suoi utenti», ha detto la direttrice esecutiva di Wikimedia Sue Gardner annunciando che gli 'striscionì in apertura di pagina saranno sostituiti da altri che ringraziano la comunità globale e invitano i 400 milioni di utenti a diventare volontari.

La raccolta fondi avviene ogni anno ma nel 2009 avevano contribuito a Wikipedia in 230 mila mentre stavolta oltre mezzo milione di persone hanno investito una media di 22 dollari a testa. L'annuncio di Wikimedia coincide con un altro proclama sul web secondo cui Facebook continua a dimostrare il successo di un altro modello di profitti online: la pubblicità. Goldman Sachs investirà 450 milioni di dollari sul social network dando al sito web di Mark Zuckenberg, che nel 2010 è stato il più visitato della rete, una valutazione di mercato teorica di 50 miliardi di dollari. Per Wikipedia la chiusura della campagna coincide con le celebrazioni del decimo anniversario il 15 gennaio: per sostenere le celebrazioni che includono video-conferenze di Wales con la comunità in tutto il mondo verranno prodotte magliette in edizioni limitata in 200 lingue del mondo in vendita per 25 dollari l'una a beneficio dell'enciclopedia.


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giovedì 13 gennaio 2011

Nasce il Burkea, cioè il burka di IKEA





Nasce il «Burkea»

 cioè il burka di IKEA



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Nella discussione di questi giorni sulla nuova moschea a Torino si può inserire anche l'annosa questione del velo islamico.
Tanto per mettere un po' di carne al fuoco, come si suol dire, non si può non aver notato che alcuni super-ipermercati stanno facendo assunzioni di donne musulmane come cassiere e commesse nei vari stand in tutta Italia ed anche all'estero. Donne islamiche che vestono il velo, burka piuttosto che hijab. Questo sta succedendo, ad esempio, da noi in alcuni punti della Coop ma anche di altre catene della Grande Distribuzione.
Ma come far conciliare a queste donne islamiche il velo che, per tradizione e prescrizione religiosa, esse debbono obbligatoriamente portare?
Ecco dunque che, dopo il "burkini" ovvero il costume da bagno adatto anche per le donne islamiche con velo per così dire "incorporato", nascere un altro elemento che potremmo definire di "marketing identitario": lo potremmo chiamare in questo caso il "burkea", cioè il burka di IKEA.
Già perché proprio tra il mobilio svedese fai da te possiamo scorgere ragazze islamiche con un velo formato da due pezzi, senza fermaglio, di colore blue navy bordato in giallo e riportante il logo IKEA in giallo. Un corporate hijab - così è stato definito in alcuni siti islamici - che testimonia dell'appartenenza delle lavoratrici all'Islam e al contempo a una comunità aziendale.
La prima filiale IKEA al mondo che ha deciso di lanciare questo velo con marchio è stata quella di Edmonton vicino a Londra: hanno contattato una ditta, la TheHijabShop.com a cui hanno affidato l'incarico di progettare e produrre appunto quello che possiamo chiamare il "burkea", cioè il burka targato IKEA.
Detto, fatto! Il sito di vendita di veli online è riuscito a sfornare un "due pezzi", con i colori dell'azienda (blu e giallo) e il logo dell'azienda. I due pezzi coprono la testa, il collo e le spalle, è dove è sistemata la piccola scritta IKEA.
«Lodiamo IKEA per essere venuta incontro alle necessità culturali e religiose delle proprie impiegate» ha dichiarato lo sceicco Ibrahim Mogra, a capo della commissione affari della comunità e della moschea per il Consiglio dei Musulmani di Gran Bretagna.

di Davide Pelanda
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lunedì 10 gennaio 2011

Cafone dell’anno 2010, eletto dai finlandesi , INDOVINATE CHI ...


 “Cafone dell’anno 2010″

Berlusconi eletto dai finlandesi

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Berlusconi per il resto del mondo è ormai una macchietta su cui sghignazzare a tutto spiano e a tutti i livelli.
Oggi Berlusconi è chiaramente un leader per tutte le diplomazie internazionali … stroncato da tutti i principali media di importanza locale e mondiale. Ma il nostro poco edificante “cafone dell’anno” non se la passa tanto bene neppure in Italia. E se mai la Consulta, tra pochi giorni, dovesse dichiarare inconstituzionale il legittimo impedimento, beh, per lui sarebbe la fine del sogno di dominare a modo suo l’Italia e gli italiani.
L’elezione di Berlusconi a “Cafone dell’anno” è stata decretata dai lettori del principare quotidiano finlandese         ”Helsingin Sanomat” che, attaraverso un sondaggio hanno attribuito proprio a Berlusconi il poco onorevole titolo internazionale. Subito dietro Berlusconi si è piazzato Tiger Woods, ormai più noto per la sua confusa vita privata, amanti a ripetizione con relativo sperpero di miliodi di dollari, che per la sua attività sportiva. Al terzo posto si è piazzato l’ex fidanzato di Madeleine di Svezia, Jonas Bergstrom, che è stato beccato con un’altra alcuni giorni prima delle nozze già fissate.
La cosa ancor più sputtaneggiante, per il nostro poco amato premier (solo il 35% degli italiani ripone ancora fiducia in lui) è stato eletto “cafone dell’anno” con un voto quasi plebiscitario, cosa che la dice lunga sulla scarsa credibilità internazionale di cui gode attualmente il nostro premier.
Sulla prima pagina del quotidiano finlandese, oltre alla foto di Berlusconi, troneggia anche la sua infelice frase, di chiara matrice omofobica : “Meglio appassionarsi alle belle ragazze che ai gay”. In Finlandia, uno dei paesi più civili e democratici del mondo, i suoi cittadini non hanno affatto dimenticato i commenti pubblici, di dubbio gusto, fatti da Berlusconi  sui cibi, sui monumenti e persino sulla presidente finlandese Tanja Halonen.
In conclusione questa sua elezione a “Cafone dell’anno” certifica ancora una volta l’imperizie e la stupidità di Berlusconi quando si avventura in dichiarazione insensate e inopportune … e lo ha fatto troppe volte in 17 anni di politica “non politica” fallimentare. Il vecchio Berlusconi dovrebbe metteri in testa una volta per tutte che nessuno lo reputa infallibile, eterno e figlio unigenito di Dio … al quale tutto è permesso!
Caro vecchio berlusca, la verità è una sola: Sei finito e noi ringraziamo Iddio!

Lucio Vecchiotti / gossipenews.it


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venerdì 7 gennaio 2011

Slot machine e i 98 miliardi DI EVASIONE FISCALE KE FINE HANNO FATTO

Slot machine: e i 98 miliardi?
98 miliardi di euro = € 98.000.000.000

Tutto nasce da un'inchiesta giornalistica condotta da Marco Menduni e Ferruccio Sansa e pubblicata giovedì 31 maggio 2007 (!) su "Il Secolo XIX":
«... C’è un tesoro da quasi cento miliardi di euro che lo Stato non ha mai riscosso, nel mega business delle macchinette videopoker e dei giochi. Tre Finanziarie...» (clicca qui per leggere tutto l'articolo).

In un successivo loro articolo, pubblicato su "Il Secolo XIX" di venerdì 29 giugno 2007 (!), Menduni e Sansa scrivono:
«...La Procura di Roma, però, vuole anche capire chi ci sia davvero dietro le società che gestivano il “tesoro” delle slot machine. Alcune società, fa notare un membro della commissione d’inchiesta, hanno spostato la sede all’estero nonostante siano titolari di concessioni con lo Stato italiano.
Non solo. Secondo gli investigatori, il mondo del gioco d’azzardo legale sarebbe diventato un fondamentale strumento di finanziamento dei partiti di entrambi gli schieramenti.


Raccolta firme
per RECUPERARE i 98 MILIARDI di Euro che le società concessionarie delle slot machine DEVONO allo Stato italiano
Firme già pervenute:  182
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Firma via e-mail cliccando qui
Scarica i moduli: formato pdf - formato doc/rar
Foto della nascita del Comitato Spontaneo 98 miliardi di euro

Le magliette parlanti per i 98 miliardi di euro

La felicità delle società concessionarie delle slot machine:
98 miliardi da pagare che nessuno chiede loro!


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Kodak Kodachrome, la fine di un’era?

 

Kodak Kodachrome: la fine di un’era?


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Steve McCurry il fotografo di Sharbat Gula

La gente ti conosce come “il fotografo di Sharbat Gula”, la ragazza dagli occhi verdi che hai fotografato a Peshawar, in Pakistan. Hai scattato quella foto nel 1984 quando eri in un campo di rifugiati in Afganistan. Ti senti un po’ prigioniero di questa icona?
No, per niente. Anzi, forse proprio il contrario. Voglio dire che percepisco tutto questo quasi come fosse una sorta di regalo. È un onore essere legato a una foto che piace così tanto, io personalmente la trovo bellissima e sono molto felice di averla scattata.


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Il digitale imperversa ed anche i più restii lentamente scoprono le “croci e le delizie” di questo nuovo modo di fare fotografia. L’analogico lentamente ci sta abbandonando. Circa un anno fa veniva annunciata la fine della produzione della mitica pellicola Kodachrome della kodak, in produzione sin dal 1935. L’ultimo rullino della produzione è stato consegnato al famoso Steve McCurry, fotogiornalista del National Geographic da oltre 30 anni. Steve ha utilizzato la pellicola Kodachrome per 35 anni ed ora che di fatto non è più in produzione, ha affermato che “E’ la fine definitiva di un’era”. Sembra quindi che le ultime 36 foto di questo “pezzo di storia”, siano state scattate da McCurry a New York. Due “miti”, che suggellano così un matrimonio che non si conclude, ma resta immutato nel tempo attraverso le stupende e coloratissime immagini di Steve McCurry.



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In Emilia Romagna piovono tortore




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In Emilia Romagna piovono tortore

La strage delle tortore a Faenza

Se nell'Arkansas piovono merli, in Emilia Romagna piovono tortore. Torniamo indietro di una settimana. Durante i festeggiamenti di fine anno, migliaia di merli dalle ali rosse muoiono nella cittadina di Beebe. Cadono dal cielo nei giardini, nelle strade e nei tetti come colpiti da un fulmine. Non si conoscono ancora le cause della strage. Le ipotesi finora sono di grandine ad alta quota, di avvelenamento dell'aria e persino per lo spavento per i fuochi di Capodanno (sic). L'unico fatto appurato è che i merli hanno perso la vita a causa di coaguli di sangue per ferite interne. Il fatto strano è che nessun altro tipo di uccello è stato colpito e che gli abitanti del luogo non hanno sofferto di alcun malessere. Lo strano episodio non si è però concluso a Beebe. Tre giorni dopo centinaia di merli sono trovati a Baton Rouge e Organza in Louisiana. Quattro giorni dopo un centinaio di corvi muoiono a Falkoeping in Svezia, con le stesse lesioni riscontrate nei merli. Cinque giorni dopo centinaia di merli muoiono a Murray nel Kentucky. Il 6 gennaio è il turno delle tortore, ottomila agonizzano sulla statale di Faenza e nei dintorni.
Nei film di fantascienza il pericolo di una catastrofe è annunciato da giganteschi stormi di uccelli che si levano in volo e fuggono lontano. Se invece di volare ci precipitano direttamente in testa cosa vorrà dire?
"I corpi di centinaia e centinaia di "tortore dal collare" sono stati ritrovati nella zona industriale di Faenza, nei pressi dello stabilimento della Tampieri SpA. Le Guardie Venatorie del WWF da domenica raccolgono quotidianamente dozzine di cadaveri di volatili, nemmeno fossero i merli dell'Arkansas, espulsi dal canale di scolo della fabbrica. I vicini da qualche giorno si lamentano di un odore particolarmente acre, come di carne bruciata. Molti di loro raccolgono e smaltiscono nei cassonetti decine di volatili morti. E' igienicamente pericoloso, ma d'altronde nessuno li smaltisce... Un ragazzo del MoVimento 5 Stelle di Ravenna ha raccolto tre tortore morte, ci stiamo organizzando per portarle ad un laboratorio e pagheremo le analisi come gruppo consiliare. La ditta Tampieri è famosa per produrre quella puzza incredibile che si sente attraversando l'autostrada A-14 all'altezza di Faenza. Il suo proprietario è il presidente di Confindustria Ravenna. Nessun amministratore in questi vent'anni è mai intervenuto concretamente per fermare questi terribili miasmi. Crediamo che se ne dovrebbe occupare l'assessore alla Sanità Lusenti e all'ambiente Freda. Per questo domani presenteremo oggi un'interrogazione in Regione." Giovanni Favia, consigliere regionale Emilia Romagna MoVimento 5 Stelle



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martedì 4 gennaio 2011

Western Union si è presa il 20% dei soldi destinati alla famiglia di Josh come commissione




Western Union si è presa il 20% dei soldi destinati alla famiglia di Josh come commissione

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Western Union succhia somme ingenti dai lavoratori poveri del mondo attraverso commissioni predatorie per il trasferimento di denaro, ma non ha mai dovuto rispondere a richieste pressanti per abbassarle. Svergognamo questi predatori per fermarli! Aggiungi la tua voce alla petizione per commissioni eque:

Durante le feste Josh, uno studente keniano attualmente in Olanda, ha raggranellato i suoi risparmi di un anno di lavoro e li ha inviati a casa per aiutare 10 suoi familiari in difficoltà. E' da non crederci, ma la mega compagnia di trasferimenti di denaro Western Union si è presa il 20% dei soldi destinati alla famiglia di Josh come commissione.

La storia di Josh si ripete con sofferenza ogni giorno in tutto il mondo un numero di volte stupefacente: lo scorso anno ben 44,3 miliardi di dollari sono stati risucchiati dai costi di transazione! La Banca mondiale raccomanda che i costi di transazione non superino il 5% del totale, ma non ci sono mai state pressanti richieste pubbliche che chiedessero a Western Union di abbassare le sue onerose commissioni.

Se ci uniamo in un grido globale ora, possiamo svergognare queste pratiche predatorie e costringerli a cambiare registro. Appelliamoci a Western Union per abbassare le sue tariffe per i paesi più poveri al 5%, e quando la petizione raggiungerà le 250.000 firme la consegneremo ai componenti del consiglio di amministrazione della compagnia. Firma ora e inoltra questa e-mail ai tuoi amici e alla tua famiglia:

https://secure.avaaz.org/it/make_giving_powerful/?vl

I contributi dai lavoratori alle famiglie in tutto il mondo superano di gran lunga gli aiuti dei governi stranieri al terzo mondo e costituiscono un'ancora di salvataggio per le economie più povere. Tagliare gli osceni profitti delle compagnie come Western Union aumenterebbe esponenzialmente gli aiuti destinati ai paesi in via di sviluppo. E invece le famiglie in tutto il mondo hanno ricevuto meno di quello che spettava loro, per permettere al direttore generale di Western Union di portarsi a casa 8,1 milioni di dollari nel 2009.

La Banca mondiale raccomanda che le compagnie di trasferimenti di denaro limitino le commissioni al 5% della somma trasferita, ma alcune banche e compagnie hanno costi nascosti di portata astronomica. Paradossalmente sono proprio i paesi più bisognosi, appena usciti da un periodo di guerra o di distruzione, a portare il peso delle perdite più grosse sulle spalle, a causa dei privilegi monopolistici e degli accordi esclusivi che queste compagnie hanno con le banche locali.

Anziché sostenere la vita dei famigliari a casa, i risparmi di donne e uomini che lavorano in ospedali, cantieri e ristoranti finiscono per rimpinguare i profitti di Western Union. La compagnia finanzia progetti di beneficenza per migliorare la sua immagine come azienda, ma questi sono nulla in confronto all'enorme disparità perpetrata dal loro modello economico. Alziamo le nostre voci per chiedere costi di transazione ragionevoli, e aiutiamo ad apportare benefici immediati alle famiglie in tutto il mondo. Insieme possiamo garantire che siano le famiglie bisognose, anziché i direttori generali, a beneficiarne:

https://secure.avaaz.org/it/make_giving_powerful/?vl

Quando i cittadini in tutto il mondo si uniscono contro le ingiustizie, possono respingere la cupidigia incontrollata e l'ineguaglianza come mai prima d'ora. Incoraggiati dal calore e dall'empatia delle feste, facciamo sì che i regali arrivino alle persone più bisognose.

Con speranza e gratitudine,

Luis, Stephanie, Graziela, David, Paula, Ben, e il resto del team di Avaaz

FONTI:

Lo stipendio del direttore generale di Western Union triplicato nel 2009, Associated Press (in inglese):
http://abcnews.go.com/Business/wireStory?id=10241684

Il tempo è passato per la giustizia nei pagamenti, ACORN International (in inglese):
https://secure.avaaz.org/remittance_justice_report

Quanto costa mandare i soldi a casa?, Banca mondiale:
http://remittanceprices-italiano.worldbank.org/


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