mercoledì 28 marzo 2012

Girasoli e marijuana contro le radiazioni



Girasoli e marijuana contro le radiazioni


In questi giorni, il mondo intero e il governo giapponese in primis, pare abbiano capito che la situazione a Fukushima non è così priva di rischi come si pensava. Il problema radiazioni sembra infatti più grande di quanto ci si aspettasse. A mio avviso hanno fatto finta di sottovalutare il tutto di proposito, per non allarmare il mondo intero e per non essere un facile bersaglio alle critiche globali. Critiche che spero arriveranno al più presto.
Per eliminare le radiazioni dalla zona intorno a Fukushima, si stanno cercando soluzioni fattibili. Sono giunte voci di progetti molto particolari, che potrebbero eliminare o diminuire di molto il livello di radiazioni presente. Un gruppo di ricercatori di agricoltura spaziale al Jaxa, agenzia spaziale giapponese, ha scoperto che piantare nel terreno girasoli potrebbe aiutare a smaltire le radiazioni presenti. Proprio i girasoli dovrebbero essere in grado di assorbire il cesio radioattivo depositatosi sul terreno vicino alla centrale. Unico grande problema è lo smaltimento dei girasoli contaminati. Perché non si può lasciare un campo di girasoli contaminati vicino ad una scuola o a un mercato, sarebbe come non aver fatto nulla per limitare le radiazioni. Per ora è stata proposta una soluzione: trattare i fiori con dei batteri che vengono utilizzati per lo smaltimento e la riduzione dei rifiuti più comuni. Così facendo, i fiori possono essere ridotti di volume e possono essere gestiti come “normali” rifiuti nucleari.

Dalla Francia arriva una proposta concreta, seppur molto strana. Utilizzare la marijuana per bonificare le aree radioattive. Questa pianta, oltre agli effetti noti a tutti, sembrerebbe in grado di assorbire elementi radioattivi come il cesio 137 e lo stronzio 90 fino all’80%. Lo smaltimento della marijuana radioattiva, però, dovrà essere affidato a delle strutture in grado di gestire le ceneri radioattive.
Sempre dalla Francia arriva la notizia di altri metodi naturali e poco invasivi per bonificare le zone radioattive intorno a Fukushima. Sul quotidiano francese “Le Parisien” sono stati intervistati alcuni ricercatori che hanno condotto delle ricerche sulle proprietà di assorbimento della colza. Secondo loro, questa pianta, è ottima per assorbire le sostanze radioattive e dopo potrebbe essere riciclata per produrre biodiesel. Siamo davanti a ricerche e teorie molto interessanti. Attuando questi piani si potrebbe rimediare alle radiazioni con dei rimedi naturali e poco invasivi. Anche dal punto di vista dell’aspetto esteriore, vedere le zone radioattive ricoperte dal giallo dei girasoli e della colza, non sarebbe male. Ma ho un dubbio. È davvero così semplice smaltire le radiazioni? Spero proprio di sì.
 (Fonti: Attualita.tuttogratis.it e Zeusnews.it)
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CANAPA e i farmaci cannabinoidi





  farmaci cannabinoidi

Diciamo che è un minuscolo passo, pieno della solita burocrazia e controllo, quando la regina delle piante ci salverebbe da inquinamento e malattie coltivandola semplicemente per conto proprio!! Ma ormai è stra noto che è proprio per questo che le lobby...tutte le lobby!!.... farmaceutiche, energetiche, tessili, ecc...ecc... ne hanno una paura fottuta!!

Esistono vari tipi di farmaci cannabinoidi: il Sativex GW, uno spray orale derivato dalla pianta, alcuni farmaci della società olandese Bedrocan B.V. che sono vere e proprie infiorescenze essiccate, prodotte sotto il controllo del Ministero della Salute olandese, il Marinol, a base di THC (il principale principio attivo della Cannabis) sintetico, e il Cesamet, un analogo sintetico del THC.


Procedura: Il medico (di famiglia –Mmg-, specialista ospedaliero o lo specialista che ha in cura il paziente) ai sensi dell’art. 2 del D.M. 11-2-97 può prescrivere uno dei farmaci a base di cannabinoidi, in quantità necessaria al massimo per 3 mesi di cura, sul modulo appositamente predisposto dal Ministero della Salute. Il medico ottenuto il consenso informato scritto del paziente, secondo modello allegato, consegna il modulo per la richiesta d’importazione compilato e firmato alla Farmacia Ospedaliera o Territoriale, che a sua volta richiederà il preventivo per l’acquisto del farmaco alla ditta esportatrice e, successivamente, l’autorizzazione per l’importazione del medicinale al Ministero della salute (per x patologia, x pazienti, x mesi, x quantità) da allegare all’ordine dell’ acquisto. Ottenuta l’autorizzazione del Ministero della Sanità (dopo più o meno una settimana) la Azienda Sanitaria di riferimento fa il bonifico bancario per concludere l’acquisto, inoltra copia originale dell’autorizzazione all’importazione alla ditta esportatrice e dispensa il medicinale. Nota, l’autorizzazione per l’importazione ha una validità di 6 mesi.

Per l’acquisto della specialità medicinale SATIVEX le Farmacie devono rivolgersi all’azienda IDIS (Giulia Canova Order Processor / Administrator (Italy/Spain), Global Sales Department – IDIS: Tel : +44 (0)1932 824123, internationalsales@idispharma.com).
Nota: quest’azienda per info e vendite risponde anche in Italiano.

Nonostante le lungaggini burocratiche (sia per l’azienda che acquista che per quella che vende) le Farmacie italiane, impostando con un po’ di pratica bene la procedura, riescono ad avere la disponibilità del farmaco all’incirca in un mese.

Per quanto riguarda l’onere della spesa di acquisto del farmaco l’articolo 5 del Decreto Ministeriale 11 febbraio 1997 sopra citato recita:
“L’onere della spesa per l’acquisto dei medicinali di cui all’art.1 non deve essere imputato ai fondi attribuiti dallo Stato alle regioni e provincie autonome per l’assistenza farmaceutica, tranne il caso in cui l’acquisto medesimo venga richiesto da una struttura ospedaliera per l’impiego in ambito ospedaliero. In quest’ultimo caso, fatti salvi i vincoli di bilancio e quelli inopportuni eventualmente posti da alcune normative regionali (Marche e Puglia) l’azienda ospedaliera potrà far gravare la relativa spesa nel proprio bilancio al pari dei farmaci in commercio in Italia e degli altri beni necessari per lo svolgimento delle prestazioni di assistenza sanitaria”.

Se è lo specialista a compilare la richiesta, in teoria basterebbe che lo stesso la consegni alla Farmacia dell’Ospedale e si dovrebbe ottenere il farmaco gratis tramite il day-hospital, come prevede la legge.

Si ricorda che le Farmacie, ospedaliere e territoriali, non hanno la facoltà di entrare nel merito della richiesta del medico per il proprio paziente -tanto meno respingerla- e sono tenute ad inoltrare al Ministero la richiesta per l’ autorizzazione. Pertanto il medico che lavora in una struttura ospedaliera, così come prevede la legge, deve solo presentare il modulo per la richiesta d’importazione alla farmacia per ottenere il farmaco e dispensarlo gratuitamente al paziente tramite il day-hospital. I medici Mmg e gli specialisti esterni all’ASL di residenza del paziente (turismo sanitario) devono presentare il modulo (tranne nei casi in cui l’ASL avesse disposto un ”piano virtuoso”, vedi dopo) alla farmacia territoriale di competenza.

La maggior parte delle Farmacie Territoriali delle ASL, ma per fortuna non tutte, chiedono al paziente di pagare il costo di farmaco e procedure di importazione (dai 600 ai 2000 euro anticipati per tre mesi di terapia – nota, non necessariamente con somma anticipata perché possono anticiparti la spesa e rateizzarla con le forniture, ma fanno comunque prendere l’impegno scritto). Alcune ASL in vari modi amministrano la nuova possibilità di cura per non limitare il diritto alla salute ai pazienti e per diminuire la spesa sanitaria nei casi in cui le ordinarie e cure convenzionali risultino inefficaci o gravate da effetti collaterali (per es. l’ex direttore sanitario dell’ASP di Cosenza aveva disposto un piano virtuoso che indicava un’unica farmacia (territoriale) per l’accoglimento e la gestione di tutti i moduli per la richiesta d’importazione di farmaci cannabinoidi. Ottenuti i farmaci la farmacia delegata dispensava i medicinali alle farmacie, ospedaliere per darle gratuitamente in regime di day-hospital ai pazienti con esenzione per patologia, e territoriali facendo risparmiare il paziente sui costi per l’importazione.)

CONTEGGIO FABBISOGNO PER PAZIENTE DI SATIVEX
CONFEZIONI da 4 flaconi da 5,5 ml
FLACONE da 5,5 ml
Contenuto: 2.7 m g di delta-9 tetraidrocannabinolo e 2,5 mg cannabidiolo.
Contenuto in sprays (puff): ca 51 (1 puff ca 0.11 ml)
Contenuto in g equivalenti di cannabis (calcolo secondo l’INCB –Int. Narcotics Control Board): 3g
DOSE STIMATA in PUFF/SPRAYS PER PAZIENTE:
GIORNALIERA: 8-10 puff/die (0.88 ml/1.1 ml), ma si può salire fino a 24 sprays/die. (una spruzzata ca. 0,1 ml/2,5 mg THC). Per comodità calcoliamo 10 puff/die, quindi:
MENSILE: 300 puff/mese
ANNUALE: 3600 puff/anno

NUMERO DI FLACONI PER PAZIENTE
MESE: 5 (DATO CHE LA RICHIESTA AL MINISTERO VALE 90 GIORNI:
TRIMESTRALE (15 flaconi corrispondenti a scatole 3,75)

CALCOLO MEDIO PER ECCESSO 4 SCATOLE PER 3 MESI DI TERAPIA A PZ
(Ovviamente se i pz sono più di uno è meglio fare il quoziente a 4 flacc.
ANNUALE: 15 scatole (60 flaconi anno per paziente)
COSTO ANNUO (1 scatola ca 470 euro) = 7.050 euro/pz

COSA SCRIVERE SUL MODULO DI IMPORTAZIONE IN CASO DI SATIVEX:

- Nome commerciale: Sativex

- Denominazione principio att.: delta 9-THC – cannabidiolo

- Forma farmaceutica: spray orale

- Dosaggio: 2,7 mg THC e 2,5 mg CBD per flacone

- Confezioni da: 4 flaconi da 5,5 ml

- Numero confezioni richieste: 15

- Posologia prescritta: 10 puff al dì

- Indirizzo completo: IDISPHARMA Global Sales Department – IDIS: Tel : +44 (0)1932 824123, internationalsales@idispharma.com, (http://www.idispharma.com/)

- Per la GW- Pharmaceuticals

- Dogana di ingresso: Roma Ciampino

COSA SCRIVERE SUL MODULO DI IMPORTAZIONE IN CASO DI BEDROCAN
(e, con le dovute modifiche, in caso di BEDROBINOL, BEDIOL, BEDICA):

- Nome commerciale: Bedrocan
- Denominazione principio att.: dronabinolo
- Forma farmaceutica: infiorescenze essiccate
- Dosaggio: THC 18%
- Confezioni da: 5 grammi
- Numero confezioni richieste: 18 (diciotto)
- Posologia prescritta: 0,5 grammi x volte 2 al dì
- Indirizzo completo…: Bureau voor medicinale Cannabis-Postbus 16114- NL2500 BC-Den Haag Olanda
- Dogana di ingresso: Roma Ciampino

Per quanto riguarda i costi, attualmente sono i seguenti:
I costi fissi di importazione (che, nel caso di importazioni multiple, cioè per più pazienti contemporaneamente, vengono suddivisi fra tutti) sono (al momento):
- € 80 per handling costs
- € 40 per cost of application of export licence
- € 126 per i costi di trasporto.

SE E’ STATO PRESCRITTO IL GALENICO, (corrispondente a Bedrocan, Bediol, Bedrobinol), almeno teoricamente basterebbe che il medico (di base o ospedaliero) facesse una ricetta semplice, con nome e cognome del pz, non scrivesse il nome commerciale del Bedrocan ma scrivesse Cannabis flos con la percentuale di THC (che varia a seconda se Bedrocan, Bediol o Bedrobinol) e la mandasse alla farmacia ospedaliera, e la cosa sarebbe bypassata. La farmacia si potrà rivolgere direttamente alla ditta Solmag con buono di acquisto semplice e non occorre nessuna richiesta al ministero. Resta il fatto che se richiesta è fatta dal medico di base il pz dovrà pagarsi il farmaco, se fatta da medico ospedaliero in day hospital non dovrebbe esserci questo problema.

In questo caso non occorrono né il modulo di importazione, né il consenso informato, né la dichiarazione di assunzione di responsabilità e insostituibilità del farmaco.

Si fa la prescrizione magistrale su ricettario semplice, del tipo (ad esempio):

- Nome del pz

- Cannabis Flos 18-21% THC come materiale vegetale essiccato in singole dosi da 0,33 g e tali 60 dosi (sarebbe il Bedrocan; oppure Cannabis Flos 11-13% THC, corrisponde a Bedrobinol; Cannabis flos 5-7% THC, GRANULI, corrisponde a Bediol; Cannabis flos 14%, corrisponde a Bedica, questo non distribuito dalla Solmag). Nei pz naive il Ministero della salute Olandese consiglia di iniziare dal dosaggio di THC più basso, per poi salire.

- Posologia 0,33 g x 3 volte al dì per uso orale (e/o per inalazione) [oppure 0,5 g x 2 volte al dì]

- Ricetta non ripetibile (30 gg di terapia)

La ricetta può essere inoltre presentata in una qualsiasi farmacia dotata di laboratorio galenico (quasi tutte). In questo caso il paziente deve però pagare direttamente il farmaco.

Per informazioni sul galenico si può contattare:
Roberta dellOrto (o chi per essa), ARTHA – Fidia Farmaceutici S.p.A. divisione Solmag
r.dellorto@solmag.it - Phone: +39.02.99442.249 - Fax: +39.02.99442.266 - www.arthagalenici.com

La ditta provvede a importare direttamente il farmaco e quindi competono a tale azienda tutte le formalità burocratiche. In tale caso, però, l’azienda fornisce alla farmacia solo confezioni da cinquanta grammi alla volta, con un prezzo di circa 16 euro al grammo (si accolla tutte le spese di importazione), la farmacia di solito fa un ricarico del doppio più iva, per cui si arriva a circa 38 euro al grammo, quindi per un totale di 1900 euro a prescrizione.

Fac-simile di modulo per il Consenso informato (TENERNE UNA COPIA):

Il/la sottoscritto/a ……………………..……………………………………………

dichiara di essere stato/a dettagliatamente e comprensibilmente informato/a dal Dottor…………………………………………..sulla possibilità di impiego, nell’ambito della mia patologia, del farmaco ……….. [specificare il tipo ] e sui suoi potenziali effetti collaterali.

[N.B. il seguente paragrafo vale per le indicazioni non registrate (es. sclerosi multipla) e va cancellato nel caso in cui la prescrizione sia fatta per il trattamento della nausea in chemioterapia o per la stimolazione dell’appetito nell’AIDS, uniche due indicazioni registrate] In particolare dichiaro di essere consapevole che il farmaco in questione mi viene proposto per una indicazione diversa da quella indicata nella scheda tecnica del farmaco medesimo ma che ciò avviene sulla base della convinzione, suffragata dai risultati di lavori apparsi sulla letteratura medica internazionale, che esso possa risultare utile nel trattamento di alcuni dei sintomi connessi alla mia malattia.

La necessità di ricorrere alla specialità medicinale sopraindicata è dovuta alla mancanza di valida alternativa terapeutica, avendo il sottoscritto praticato, senza benefici, le alternative disponibili in commercio sul territorio nazionale.

Firma…………………………

Lì,……………………………

RIEPILOGO SCHEMATICO:

SEI MEDICO OSPEDALIERO E VUOI PRESCRIVERE SATIVEX (LO SPRAY)?

COMPILA IL MODULO DI IMPORTAZIONE E IL CONSENSO INFORMATO, E PASSA TUTTO ALLA FARMACIA OSPEDALIERA. LA CONSEGNA DEL FARMACO SARA’ FATTA IN DAY HOSPITAL.

SEI MEDICO OSPEDALIERO E VUOI PRESCRIVERE L’INFIORESCENZA (BEDIOL O SIMILI)?
TRE POSSIBILITA’:

1) COMPILA IL MODULO DI IMPORTAZIONE E IL CONSENSO INFORMATO E PASSA TUTTO ALLA FARMACIA OSPEDALIERA. IL PZ NON DOVREBBE PAGARE IL FARMACO, MA AL LIMITE LE SPESE DI IMPORTAZIONE, CHE EVENTUALMENTE SI DIVIDONO SE VIENE FATTO UN ORDINE PER PIU’ PAZIENTI. CONSEGNA IN DAY HOSPITAL

2) COMPILA UNA RICETTA SEMPLICE E PASSALA ALLA FARMACIA OSPEDALIERA, CHE SI RIVOLGERA’ ALLA SOLMAG, PERO’ LA FARMACIA PAGHERA’ IL FARMACO PIU’ CHE NON A IMPORTARLO DIRETTAMENTE. CONSEGNA IN DAY HOSPITAL

3) COMPILA UNA RICETTA SEMPLICE E IL PZ POTRA’ ANDARE IN QUALSIASI FARMACIA DOTATA DI LABORATORIO GALENICO, MA DOVRA’ PAGARE CIRCA 1900 EURO PER 50 GRAMMI.

SEI MEDICO DI MMG: TEORICAMENTE LE MODALITA’ SONO LE STESSE, IN QUANTO MEDICO CONVENZIONATO. LA DIFFICOLTA’ STA CHE IN QUESTO CASO NON E’ POSSIBILE UN USO OSPEDALIERO, CIOE’ UN DAY HOSPITAL. IL PZ DOVREBBE PAGARE IL FARMACO E LE SPESE DI IMPORTAZIONE, CHE EVENTUALMENTE SI DIVIDONO SE VIENE FATTO UN ORDINE PER PIU’ PAZIENTI. NESSUN PROBLEMA PER LA RICETTA SEMPLICE DA PORTARE IN UNA FARMACIA ESTERNA.

IN SUBORDINE: CANNABINOIDI SINTETICI

Esistono inoltre sul mercato estero due cannabinoidi sintetici, il dronabinol (registrato come Marinol® in USA, ma prodotto anche in Germania) e il nabilone (Cesamet®), entrambi approvati per il trattamento della nausea e del vomito nelle chemioterapie antitumorali e nell’anoressia in malati di AIDS.

Marinol ® (dronabinol)
Principi attivi: Dronabinol (THC)
Forma farmaceutica: capsule 2,5-5-10 mg
Indicazioni: antiemetico dopo chemioterapia
stimolante dell’appetito in AIDS
Posologia media: 5 mg x 3 volte/dì
www.marinol.com
Solvay Pharmaceuticals, Inc.901 Sawyer Road
Marietta, GA 30062
U.S.A.
tel. 1-800-241-1643

Dronabinol
www.thc-pharm.de
Christian Steup
tel. 0049.69.65.30.2222
e-mail: steup@thc-pharm.de

Cesamet® (Nabilone)
Principio attivo: Nabilone
Forma farmaceutica: capsule 1 mg
Indicazioni: antiemetico dopo chemioterapia
Posologia media: 1-2 cps 2-3 volte/dì
www.camb-labs.com
Cambridge Laboratories Ltd, Deltic House, Kingfisher Way, Silverlink Business Park,Wallsend, Tyne & Wear,NE28 9NX.
UNITED KINGDOM
Tel: +44.191.296.9300
Fax: +44.191.296.9368
email: marketing@camb-labs.com





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Ford Hemp Car : l'auto ecologica esisteva già 70 anni fa


Ford Hemp Car

l'auto ecologica esisteva già 70 anni fa



 Quasi tutti sanno che nel 1903 Henry Ford fondò una delle case automobilistiche che hanno fatto la storia: la Ford Motor Company. Sono invece pochi a conoscere che lo stesso Ford progettò un veicolo costruito principalmente di fibre di cellulosa biodegradabili derivate da canapa , sisal e paglia di grano, ma - soprattutto - alimentata per mezzo di etanolo di canapa. Correva l'anno 1941. E la vettura in questione era la Hemp Body Car, l'auto più ecologica del mondo.
Henry Ford non aveva mai nascosto il sogno di realizzare "...vetture a prezzi ragionevoli, affidabile ed efficienti..." e tutt'ora, con le dovute remore dettate dal mercato, la casa statunitense da lui fondata è in effetti una delle più accattivanti per quanto riguarda il rapporto qualità prezzo. Per quanto riguarda il progetto della "bio vettura" si erano, però, creati tutti i presupposti per trovarsi di fronte ad un mezzo che avesse le capacità di esaudire totalmente le volontà di Ford.

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 Già nel 1925 lo stesso Ford rilasciò al New York Times una dichiarazione che fece supporre quanto avesse competenze e volontà adeguate a creare un'autovettura capace di utilizzare carburanti alternativi: "Il carburante del futuro sta per venire dal frutto, dalla strada o dalle mele, dalle erbacce, dalla segatura, insomma, da quasi tutto. C'è combustibile in ogni materia vegetale che può essere fermentata e garantire alimentazione. C'è abbastanza alcool nel rendimento di un anno di un campo di patate utile per guidare le macchine necessarie per coltivare i campi per un centinaio di anni". Ford all'epoca azzardò l'ipotesi che si potesse arrivare a vetture fatte di canapa che utilizzassero l'etanolo come carburante.

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 Old archival footage of Ford's 1941 hemp car. I got a recent brochure from Ford and in the eco-friendly section it says they are using hemp again. Didn't say which models or what exact parts would be hemp but hey, there's hope yet.

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Unendo la passione per la natura ed un indubbio fiuto per gli affari, l'imprenditore americano volle ad ogni costo che venisse realizzata una vettura che "uscisse" dalla terra. Per realizzare questo affascinante progetto impegnò nella ricerca fior fiore di ingegneri che nel 1941, dopo 12 anni di studi, diedero forma concreta alla più ecologica delle automobili. La Hemp Body Car era una realtà: interamente composta da plastica in fibre di canapa, biodegradabile e dieci volte più leggera delle auto con carrozzeria d'acciaio.
Inoltre per dimostrare quanto fosse valido tale progetto si realizzò persino uno spot in cui la vettura veniva colpita ripetutamente con un martello da incudine senza che si scalfisse o graffiasse minimamente. Ma la grande novità, come detto, era nel carburante: la Hemp Body Car era difatti alimentata dalla canapa distillata, il cui impatto inquinante era pari ad un clamoroso "valore zero". Henry Ford morì sei anni dopo e, nel 1955, la coltivazione della canapa venne proibita negli Usa. I re dell'acciaio e del petrolio ripresero il controllo delle operazioni lasciando che quest'idea "fumosa" venisse dimenticata.







A questo punto la domanda che viene naturale porsi è: perché solo ora, e per giunta timidamente, stanno rispuntando supposizioni, studi, progetti e dichiarazioni che Henry Ford nei primi ventenni del novecento aveva cercato di promuovere?
La risposta può essere senz'altro riscontrata nel processo economico politico che ha portato il petrolio ad essere un combustibile dal grande "potere" finanziario, capace di non favorire la reale funzionalità di una tecnologia rispetto ad un'altra, ma appoggiando esclusivamente gli interessi e le strategie politiche.
Questi progetti risultarono sicuramente scomodi all'epoca, per via della crescita delle nazioni che potevano continuamente beneficiare di risorse petrolifere (gli stati medio orientali, ad esempio, si scoprirono grossi beneficiari di oro nero proprio in quegli anni). Oggi, con una crisi petrolifera sempre più evidente, con la crescita di un'educazione orientata alla salvaguardia ambientale e, soprattutto, con una volontà nell'abbassare sprechi e consumi, si potranno forse portare a termine le volontà del fondatore del marchio Ford.
La casa automobilistica dall'ovale blu sta dimostrando di essere una delle più motivate ad orientarsi a questo tipo di approccio, mettendo in commercio, ed è stata la prima in assoluto a farlo, una vettura alimentata a bioetanolo a basso contenuto di CO2. Sembrerebbe che, a distanza di quasi 70 anni, le previsioni del suo padre fondatore si stiano finalmente verificando.
Alessandro Ribaldi

http://www.greenme.it/muoversi/auto/953-ford-hemp-car-lauto-ecologica-esisteva-gia-70-anni-fa


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Canapa: dalla carrozzeria per auto ai mattoni


I mille usi della canapa

 dalla carrozzeria per auto 

ai panini alla canapa

Il primo fu Henry Ford 

a progettare la carrozzeria in fibra di canapa. 

Poi la moderna tecnologia

 ci sta regalando dalla biocalce ai mattoni di canapa. 

Fino ad arrivare al dentifricio e ai saponi

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Gli utilizzi della Canapa:

Alimentazione umana : il seme ha un elevato contenuto proteico; l’olio di Canapa contiene due Acidi Grassi Insaturi, Omega 3(Acido Linoleico) ed Omega 6(Acido Linolenico), essenziali per l’uomo e reperibili in nessun altro alimento.
Gli Acidi Grassi Essenziali sono necessari per la costruzione delle pareti cellulari, per lo strato protettivo della pelle, per la produzione di ormoni, e fungono da regolarizzatori del colesterolo.


Alimentazione animale : mangimi e foraggi per animali di varie specie.

Tappeti per stalle : sostituendo la classica  paglia come tappeto nelle stalle, si eviterebbero  i funghi a cui gli zoccoli del bestiame sono soggetti  a causa dell’urina, in quanto, la Canapa, ha una proprietà di assorbire altamente elevata rispetto appunto alla paglia utilizzata di solito;

Cosmetica : è un ottimo dermo depurante, altamente lenitiva ed è utile anche per varie problematiche cutanee; non inquina perché fatto con olio vegetale, quindi Biodegradabile;

Carta : l’utilizzo di carta di Canapa, ridurrebbe notevolmente l‘abbattimento degli alberi, produttori di ossigeno e purtroppo sempre in numero minore a causa dell’eccessivo disboscamento(!?!?!);

Tessile : in questo settore, la Canapa ha sempre avuto un largo impiego, questo grazie alla sua resistenza ed alle sue proprietà  termoisolanti; basta pensare che veniva utilizzata per cordami e vele
per navi; funi, reti e sacchi da lavoro; tutto quello che è vestiario, scarpe comprese; borse; tappeti e teli per vari utilizzi; lenzuola, tovaglie ed asciugamani;

Bio-Edilizia : in questo settore, per le proprietà termoisolanti già citate, è il perfetto sostituto di pannelli isolanti in fibra di vetro e dell’amianto altamente pericolosi per l‘uomo, in quanto cancerogeni; malte e stucchi;

Colori : la Canapa può essere utilizzata anche per inchiostri, colori ad olio e vernici;

Eco-Diesel : la possibilità di utilizzare l’olio di Canapa come combustibile ecologico, è una; conoscenza vecchia quasi quanto il motore, l’unico problema è sempre stato la non convenienza per le multinazionali che gestiscono il mercato petrolifero, sostanza altamente inquinante e portata comunque a finire in quanto limitata e in più responsabile di guerre per accaparrarsi l’egemonia sull’oro nero; basta vedere anche quest’ultima guerra di cui l‘Italia è tra i responsabili, camuffata da missione di Pace ma mirata ad accaparrarsi il Petrolio di cui il paese invaso è ricco; da quando la
Pace è uguale ad un invasione armata con uccisioni di massa e torture? Siamo tornati alle Crociate?
A già, siamo Democratici e Cattolici.


Industria : anche in questo settore può essere usata come combustibile, come lubrificante  e come rivestimento;

 

Terapie : la Canapa della qualità Indica, ovvero quella ad alto contenuto di THC (Tetraidrocannabinolo, parte psicoattiva della pianta), sotto controllo di un medico tossicologo, può essere utilizzata per curare svariate malattie o affiancata ad altre terapie: Chemioterapia  Neoplastica;Glaucoma; Epilessia; Sclerosi Multipla; Paraplegia e Quadriplegia; Aids; Dolori Cronici; Emicrania; Prurigine; Dolori Mestruali e Doglie; Depressione ed altri Disturbi Emotivi; Inappetenza;
Ovviamente nel  nostro Paese  falsamente Cattolico, Bigotto e Moralista dove Alcool e Tabacco sono Monopolio dello Stato, è vietata. 
La  nostra idea mira a ridare all‘Italia quella che era una sua fonte Economica e Culturale; prima della Seconda Guerra Mondiale, eravamo il secondo Paese al Mondo per la produzione di Canapa Tessile, ma l’America aveva da vendere il suo Cotone ( i pesticidi per la coltivazione di quest’ultimo) ed il Nylon appena inventato, ecco che con la Demonizzazione della Canapa, i concorrenti del Mercato Tessile sono stati eliminati.


Ormai è dato per assodato che la parola cannabis richiama alla mente qualcosa di trasgressivo e punito dalla legge. In realtà la pianta che porta questo nome è stata usata da secoli in maniera proficua ed utile alla società e lo è ancora oggi. L’urgenza di avviare un sviluppo sostenibile e il crescente bisogno di stili di vita alternativi hanno permesso di riscoprire l’utilizzo di questa pianta in cucina, nel campo dell’industria tessile o nell’edilizia  ma anche in ambiti del tutto inediti. Ad esempio la canapa oggi può essere usata nella cosmesi naturale, in campo farmaceutico oppure come biocarburante. Si utilizza così dalla fibra, all’olio di canapa, ai semi di canapa per i prodotti più disparati. Guardiamo quali 


LA PRIMA MACCHINA FATTA DI  CANAPA



 Nella prima metà del novecento il primo a realizzare un carburante a base di cannabis fu proprio Henry Ford. Il padre delle moderne automobili aveva pensato a un distillato alla canapa per alimentare la sua Hemp Body car, un’auto con la carrozzeria in fibra di canapa totalmente a impatto zero. Il prototipo realizzato nel 1941 quando ancora l’inquinamento non era un problema non entrò mai in produzione: l’idea di Ford era bella ma non in linea con il suo tempo; infatti i potentissimi trust del petrolio e dell’acciaio che fecero naufragare l’idea di utilizzare la canapa come risorsa nell’industria automobilistica.


In epoca recente la canapa si sta rilanciando come sinonimo di benessere e stile di vita naturale. Essa è stata definita come la risorsa ecologica perfetta perché la sua coltivazione non richiede pesticidi e altri fertilizzanti ma è essa stessa a lasciare il terreno più fertile di come l’ha trovato. Inoltre la canapa è ricca di proprietà che la rendono utile ad esempio nella bioedilizia e un ingrediente particolarmente nutriente e sano in cucina.

LA CALCE DI CANAPA

Lo stelo della canapa è stato utilizzato insieme alla calce come materiale da costruzione leggero ma molto resistente che è anche un ottimo isolante sia termico che acustico. Le costruzioni in canapa come quella della prima casa bioefficiente realizzata vicino a Città del Capo in Sudafrica contribuiscono inoltre a migliorare la qualità dell’aria sia all’interno perché non è necessario utilizzare sostanze chimiche come isolanti ed esterna perché la canapa è in grado di assorbire CO2.


 IL DENTIFRICIO ALLA CANAPA
Un’altra azienda italiana che produce prodotti in canapa si chiama ganjamaica. Nel suo shop online non solo cibo ma anche prodotti per la cura del corpo e la bellezza: creme oli per massaggio, bagni schiuma e shampoo. Tra questi destano particolare attenzione il dentifricio naturale ganjamaica realizzato con oli essenziali di canapa, salvia e menta piperita e il lucidalabbra alla canapa.

x info
http://www.ganjamaica.altervista.org/

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  LA CANAPA IN LATTINA



Con la canapa si realizzano inoltre birre ma anche bevande analcoliche energizzanti come l’americana Chronic Ice che è fatta con una miscela di thè e estratto di canapa.


 mattoni :

La canapa. diventa mattone. per case ecosostenibili. E' lecchese l'azienda che produce mattoni realizzati da canapa e calce utile per migliorare la qualità dell'aria dell'abitazione. I l biomattone alla canapa parla anche ...


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Canapa : mattone per case ecosostenibili




La canapa

 diventa mattone 

per case ecosostenibili

E’ lecchese l’azienda che produce mattoni realizzati da canapa e calce utile per migliorare la qualità dell’aria dell’abitazione




 I l biomattone alla canapa parla anche italiano. L’azienda lecchese specializzata in bioedilizia e case ecosostenibili, la Equilibrium lo presenterà a Milano durante la fiera nazionale sugli stili di vita sostenibili “Fa la cosa giusta” che si terrà a Milano dal 30 marzo al 1 Aprile 2012.

Il biomattone è realizzato da un biocomposito di canapa e calce e ha come caratteristica quella di migliorare la qualità dell’aria all’interno dell’abitazione ma anche di combattere l’effetto serra all’esterno. Il legno di canapa utilizzato nella fabbricazione del mattone è in grado di assorbire e sequestrare la Co2 dall’atmosfera.

Il biocomposito è formato dalla parte legnosa dello stelo della canapa noto anche come canapulo e un legante a base di calce. Il canapulo regala al mattone leggerezza e solidità, due proprietà che insieme sembrano alquanto insolite. Essendo infatti ricco di silice, il legno di canapa aiuta la calce a solidificarsi in poche ore e successivamente ad avviare il processo di pietrificazione che avviene col passare del tempo.

Il mattone in canapa è un prodotto totalmente naturale con delle ottime proprietà di isolamento termico e acustico che permettono di fare a meno di alcuni materiali isolanti usati nell’edilizia tradizionale, ed è in grado così di migliorare l’ambiente interno all’abitazione.


Letizia Materassi
 http://stilenaturale.com/news/1209/La-canapa-diventa-mattone-per-case-ecosostenibili.html

 Equilibrium
http://www.equilibrium-bioedilizia.com/
 presente a - Fa la cosa giusta !

I visitatori di Fa' la cosa giusta! troveranno a loro disposizione servizi, spazi di intrattenimento e relax per rendere ancora più piacevole e sostenibile la visita in fiera. Fa' la cosa giusta! UNA FIERA A MISURA DI FAMIGLIA ...



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CANAPA : UNA RISORSA PULITA PER UN'ECONOMIA SOSTENIBILE



CANAPA: tessuti, plastica, carburante, olio e semi... infinite proprietà di questa pianta miracolosa

LA CANAPA demonizzata dal Sistema .

 Perchè : Sottrarrebbe introiti a Multinazionali.

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*Documentario in 2 parti per farsi un'idea veloce sull'argomento:
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CANAPA: 

RISORSA RINNOVABILE, UN'OPPORTUNITÀ 

PER L'AMBIENTE - Pt 1 

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Assocanapa si batte contro le ipocrisie che spingono a demonizzare la coltivazione della canapa. Con la scusa della "droga", si evita di considerare la canapa in campo: tessile, edilizio, medico, energetico, alimentare, recupero ambientale.

http://www.assocanapa.it/

"Panis vita, vinum laetitia, cannabis protectio"
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CANAPA:

 RISORSA RINNOVABILE, UN'OPPORTUNITÀ  

PER L'AMBIENTE - Pt 2 

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Assocanapa si batte contro le ipocrisie che spingono a demonizzare la coltivazione della canapa. Con la scusa della "droga", si evita di considerare la canapa in campo: tessile, edilizio, medico, energetico, alimentare, recupero ambientale.

http://www.assocanapa.it/

"Panis vita, vinum laetitia, cannabis protectio"

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 LA CANAPA UNA RISORSA PULITA PER UN'ECONOMIA SOSTENIBILE
Si parla sempre molto di ambiente, ma se ne parla anche molto a sproposito. Infatti, nonostante i tanti dibattiti, quando c'è una possibilità di sostituire il petrolio con materie prime naturali e rinnovabili, nessuno se ne accorge (così come nessuno si è mai accorto del più grande sperpero di risorse energetiche della Storia, quello del metano). Certo, è molto difficile oggi immaginare un'economia sviluppata che possa fare a meno del petrolio, dei milioni di alberi abbattuti ogni anno per fare la carta, e dei prodotti dell'industria chimica. Ed è altrettanto difficile immaginare una società affluente senza le montagne di rifiuti, l'inquinamento e gli altri danni all'ambiente a cui siamo da tempo abituati.
Eppure una concreta e fondata speranza esiste: questa speranza ci viene dalla canapa. Con le materie prime della canapa si possono produrre, in modo pulito ed economicamente conveniente, tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l'edilizia ed anche un olio alimentare di altissime qualità. La canapa è stata, tra le specie coltivate, una delle poche conosciute fin dall'antichità sia in Oriente che in Occidente. In Cina essa era usata fin dalla preistoria per fabbricare corde e tessuti, e più di 2000 anni fa è servita per fabbricare il primo foglio di carta. Nel Mediterraneo già i Fenici usavano vele di canapa per le loro imbarcazioni. E nella Pianura Padana la canapa è stata coltivata per la fibra tessile fin dall'epoca romana. Ma quali sono le materie prime della canapa, e quali prodotti se ne possono ottenere?


MATERIE PRIME



La canapa è una pianta dal fusto alto e sottile, con la parte sommitale ricoperta di foglie, e può superare i 4 metri d'altezza. La parte fibrosa del fusto si chiama "tiglio" e la parte legnosa "canapolo". La canapa può essere coltivata per due scopi principali: per la fibra tessile o per i semi. Se si coltiva la canapa per la fibra tessile il raccolto va fatto subito dopo la fioritura, e si possono ottenere fibre tessili (20 %), stoppa (10 %) e legno o canapolo(70 %). Se invece si coltiva la canapa per i semi, la parte fibrosa o tiglio è interamente costituita da stoppa, cioè da fibra di qualità inferiore inadatta per l'uso tessile, ma che può sostituire la maggior parte delle fibre industriali. Una importante caratteristica della pianta di canapa è la sua produttività. E' una delle piante più produttive in massa vegetale di tutta la zona temperata: una coltivazione della durata di tre mesi e mezzo produce una biomassa quattro volte maggiore di quella prodotta dalla stessa superficie di bosco in un anno. Molti contadini vogliono riprendere a coltivare la canapa se non altro perchè, data la sua velocissima crescita, essa sottrae la luce e soffoca tutte le altre erbe presenti sul terreno, e lo libera quindi da tutte le infestanti meglio di quanto non sappiano fare i diserbanti
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Ecco che cosa si può ricavare da queste materie prime:

TESSUTI



La pianta di canapa, più produttiva in fibra tessile del cotone, oggi può essere lavorata in impianti che sostituiscono le lunghe e faticose lavorazioni manuali di un tempo. La sua coltivazione richiede pochi pesticidi e fertilizzanti, mentre il cotone specialmente di pesticidi ne richiede moltissimi. Inoltre la fibra della canapa è molto più robusta e dura più a lungo. Attualmente può essere lavorata in modo da renderla sottile quanto si vuole, e viene proposta in sostituzione del cotone e delle fibre sintetiche.
SEMI E OLIO





La canapa, oltre che per la fibra tessile può essere coltivata per ricavarne i semi. I semi di canapa contengono proteine di elevato valore biologico nella misura del 24 %, ed un olio nella percentuale dal 30 al 40 %. Per il loro valore nutritivo i semi di canapa sono stati proposti come rimedio alla carenza di proteine dei paesi in via di sviluppo.
Le qualità dell'olio di canapa sono eccezionali. E' particolarmente ricco di grassi insaturi ed è l'ideale per correggere la dieta dell'uomo moderno e per prevenire le malattie del sistema cardiocircolatorio. Altrettanto straordinarie sono le proprietà di questo olio per gli usi industriali: non a caso è stato paragonato all'olio di balena. Le vernici fabbricate con questa materia prima, oltre a non essere inquinanti, sono di qualità incomparabilmente superiore rispetto a quelle prodotte con i derivati del petrolio. Con l'olio di canapa si possono inoltre fabbricare saponi, cere, cosmetici, detersivi (veramente biodegradabili), lubrificanti di precisione ecc.

CARTA



Una volta estratta la fibra tessile o dopo aver raccolto di semi, rimangono la stoppa più la parte legnosa o canapolo, che non si possono considerare solo un semplice sottoprodotto, ma un'altra importante materia prima. Con la stoppa si può fabbricare carta di alta qualità, sottile e resistente. Con le corte fibre cellulosiche del legno si può produrre la carta di uso più corrente, come la carta di giornale, i cartoni ecc.
Fare la carta con la fibra e il legno della canapa comporta importanti vantaggi: innanzitutto per la sua enorme produttività in massa vegetale, e poi perchè la si può ottenere da un'unica coltivazione insieme alla fibra tessile o ai semi.
Un altro grosso vantaggio della canapa è costituito dalla bassa percentuale di lignina rispetto al legno degli alberi, che ne contengono circa il 20 % anzichè il 40 %.
Attualmente le grandi cartiere utilizzano solo il legname degli alberi. Il processo per ottenere le microfibre pulite di cellulosa, e quindi la pasta per la carta, prevede l'uso di grandi quantità di acidi che servono per sciogliere il legno. Questa operazione, ad un tempo costosa ed inquinante, non è necessaria con la carta di canapa ottenuta dalla sola fibra, e per quanto riguarda il legno di acidi ne servono meno della metà. Inoltre la fibra e il legno della canapa sono già di colore bianco e la carta che se ne ottiene è già stampabile. E per renderla completamente bianca è sufficiente un trattamento al perossido di idrogeno (acqua ossigenata), invece dei composti a base di cloro necessari per la carta ricavata dal legno degli alberi. Questi composti chimici sono una delle cause principali dell'assottigliamento dello strato di ozono nell'alta atmosfera.
TAVOLE E LEGNO



Con i fusti interi della canapa, pressati con un collante, si possono fabbricare tavole per l'edilizia e la falegnameria in sostituzione del legno, che sono di grande robustezza, flessibilità ed assai più leggere.
MATERIE PLASTICHE



Con la cellulosa di cui la pianta è ricca, attraverso un processo di polimerizzazione, si possono ottenere materiali plastici pienamente degradabili che, se in molti casi non possono competere con le sofisticate materie plastiche di oggi, hanno comunque fin dall'inizio una serie di usi importanti per imballaggi, isolanti e così via.

leggi i danni della plastica :

12 Mar 2012
galleggia 'un'isola di plastica'. tra Italia, Spagna e Francia. Sono i dati del rapporto 'L'impatto della plastica e dei sacchetti sull'ambiente marino' realizzato da Arpa Toscana e dalla struttura oceanografica Daphne di Arpa ...


Dossier Isola di spazzatura – Il Pacific Garbage Patch Ci sono posti, nel mare, dove la spazzatura ce la mette direttamente e volontariamente l'uomo. Ce ne sono altri, invece, dove la spazzatura si raccoglie a causa di venti e ...


COMBUSTIBILI



 
i costi del carburante :

ITALIA : benzina 2 euro al litro. Ormai il prezzo della benzina si avvicina ai 2 euro. La gente si chiede perché; c'è qualche motivo reale dietro questo aumento? La risposta, come per quasi tutti i salassi imposti alla popolazione ...


 La canapa, per la sua alta resa in massa vegetale, è considerata anche la pianta ideale per la produzione di combustibili da biomassa in sostituzione dei prodotti petroliferi. Bruciare combustibili da biomassa anzichè petrolio non fa aumentare l'effetto serra. Infatti l'anidride carbonica viene prima sottratta all'atmosfera durante la crescita della pianta, e poi restituita all'aria al momento della combustione. In questo modo la quantità di anidride carbonica dell'atmosfera non aumenta, al contrario di quello che succede se si bruciano idrocarburi fossili.

Se è vero che con la canapa si possono produrre tutte le cose elencate sopra (e tante altre ancora), come mai le proprietà di questa pianta sono così poco conosciute e così poco sfruttate?
Essenzialmente perchè da troppo tempo si è smesso di coltivarla.
In Italia la canapa era coltivata al Nord principalmente per la fibra tessile, ed in Campania per i semi. Nella Pianura Padana la coltivazione della canapa è cessata a poco a poco negli anni Cinquanta, perchè non più conveniente rispetto al cotone e alle fibre sintetiche. Anche la coltivazione della canapa nel Meridione è cessata più o meno negli stessi anni.
Negli Stati Uniti la produzione di vernici con olio di canapa era molto sviluppata fino al 1937 quando, molto prima che in Italia, la legge ha proibito la coltivazione della canapa insieme con la marijuana. Nel nostro paese invece la legge contro la marijuana è intervenuta quando già da tempo la coltivazione della canapa era stata abbandonata. A questo proposito però bisogna osservare che, anche se botanicamente si tratta sempre di "cannabis sativa", dalle varietà ottimizzate per la produzione di fibra e semi non è possibile ricavare la droga.

Di fatto questa lunga interruzione della coltivazione rende difficile oggi il suo rilancio.
Le modalità di coltivazione devono essere di nuovo messe a punto, ed anche i processi di lavorazione della materia prima devono essere riprogettati.
Per molte ragioni non sono più proponibili le lunghe e pesanti lavorazioni manuali collegate con l'estrazione della fibra tessile, che del resto avevano già portato la canapa fuori mercato qualche anno fa. Sono necessarie nuove tecnologie. Per esempio la macerazione per il distacco della fibra dovrà essere fatta in appositi impianti ai quali i contadini conferiranno il prodotto dopo averlo essiccato. Questi impianti si possono già costruire, i processi sono stati quasi completamente individuati. E' necessario assemblare l'intera filiera che va dal produttore agricolo al prodotto finito, ed avviare il meccanismo. Il contadino non può mettersi a produrre la canapa se non c'è un impianto che la può lavorare, e non si può far lavorare l'impianto nuovo di zecca se i contadini non lo riforniscono della materia prima.

Esistono però già fin d'ora molti fattori che premono perchè la macchina produttiva si metta in movimento. Sia in Europa che nel Nord America i coltivatori sono da tempo alla ricerca di nuove colture che possano ampliare il mercato in settori diversi da quello alimentare. Anche la C E E è interessata a promuovere coltivazioni a destinazione non alimentare, ed ha individuato nella canapa una delle colture più interessanti. Per questo ha deciso di sovvenzionare i coltivatori di canapa e di sostenere la ricerca per mettere a punto i processi di lavorazione.
Questi sono segni che, anche al di là di considerazioni di carattere ambientale, c'è tutto un mondo dell'economia che si sta spostando verso una produzione basata su materie prime naturali e riciclabili, sostitutive del petrolio e dei suoi derivati.
Anche il mercato è pronto a ricevere i prodotti della canapa. Esistono già ora centinaia di ditte in tutto il mondo che, usando materie prime provenienti dai paesi che non hanno mai interrotto la coltivazione (come l'Ungheria), fabbricano numerosi articoli a base di canapa: tessuti e capi d'abbigliamento, olio dei semi e prodotti alimentari che li contengono, saponi, cosmetici, vernici, carta, detersivi, tavole ed altri materiali per l'edilizia, legni compensati, oggetti d'arredamento ecc.
Alcune di queste ditte hanno visto il loro fatturato crescere anche del 500 % in un solo anno. Ma nonostante ciò la domanda continua ad essere superiore all'offerta, ed i prezzi spesso sono alti. Alcuni prodotti poi, come i tessuti, sono praticamente introvabili.

Tutto questo è la dimostrazione che il rilancio della canapa alla fine sarà sostenuto dal mercato, ovvero da un'opinione pubblica consapevole del fatto che la canapa può risolvere parecchi dei problemi ambientali che ci assillano. Ma è anche la dimostrazione che i tempi sono maturi per passare finalmente a produzioni su vasta scala. Ciò che frena attualmente lo sviluppo di questo settore e gli entusiasmi dei consumatori sono infatti proprio le limitate disponibilità di materie prime.

E in Italia a che punto è la situazione? Come al solito l'Italia segue, e all'ultimo posto.
Virtualmente nel nostro paese ancora non esistono ditte che producano o vendano prodotti di canapa.
Anche sul piano culturale o semplicemente informativo l'Italia è ancora molto indietro. Lo dimostra il fatto che il principale sito italiano su Internet (piuttosto modesto) per documentarsi su questo argomento è ancora quello di un volonteroso privato che è anche l'autore di questo articolo.
Ma esiste ora anche il sito Internet dell'ASSOCANAPA, punto di riferimento indispensabile per tutti gli agricoltori interessati alla canapa, che contiene già molte informazioni di carattere agronomico
Ugualmente indispensabile per chiunque voglia approfondire ulteriormente l'argomento è anche un volume pubblicato nel febbraio 1998. Si tratta di un testo scritto da ricercatori italiani che fa il punto su tutto quello che è stato fatto e su quello che bisogna ancora fare in Italia per riprendere a coltivare questa benedetta pianta. (CANAPA: IL RITORNO DI UNA COLTURA PRESTIGIOSA - Nuove produzioni di fibra e cellulosa di Paolo Ranalli e Bruno Casarini edito da Avenue Media di Bologna).
 Fonte: www.usidellacanapa.it
Olio di canapa estratto con spremitura a freddo dei frutti della pianta di canapa Sativa.


OTTIMA PER LA SALUTE!
L’olio di semi di canapa è un alimento che si ricava per spremitura a freddo dei frutti della pianta di canapa, ossia Cannabis Sativa L (sativa–coltivata).
La storia dell’uso dell’olio di canapa ha inizio nella Cina del periodo neolitico, intorno al 3000 a.c.. I semi erano usati per combattere le infiammazioni delle pelle ed erano considerati tonici, ricostituenti, lassativi, diuretici ed eccellenti per liberare dai vermi i neonati e gli animali.
Il primo utilizzo terapeutico della canapa documentato nella letteratura araba risale ai secoli VIII-IX; le parti della pianta più usate in terapia erano i semi e in minor misura le foglie.
’olio di canapa è particolarmente ricco di acidi grassi essenziali polinsaturi (contenente due o più doppi legami) della famiglia omega. Tecnicamente gli Omega (Ω) sono acidi grassi polinsaturi che, dal punto di vista chimico, hanno la caratteristica di possedere un primo doppio legame in posizione 3 (Ω3) o in posizione 6 (Ω6) a partire dall’ultimo atomo di carbonio della catena che li forma.
La maggior parte degli olii vegetali non contiene il rapporto ottimale di Ω6 e di Ω3 e tende a promuovere l’accumulo di prodotti intermedi che ostacolano il metabolismo degli acidi grassi. L’olio di semi di canapa, al contrario, è correttamente equilibrato e non promuove accumulo di prodotti metabolici.
Oltre all’omega 3 e all’omega 6, l’olio di canapa contiene anche la famiglia dei tocoferoli (vitamina E) che sono antiossidanti naturali, nonché i fitosteroli e alcuni componenti la famiglia dei cannabinoidi, Il Cannabidiolo (CBD), non ha alcun effetto psicoattivo, ma agisce sul sistema delle anandamidi prodotte dal nostro corpo (cannabinoidi endogeni) che modulano le risposte dell’organismo, sia nel sistema immunitario che agevolando le funzionalita’ cognitive e mentali attraverso l’attivazione dei recettori specifici recentemente scoperti.
L’olio di canapa rappresenta un rimedio basilare, cioè un alimento, che per sua natura può ottimizzare la risposta del sistema immunitario come prevenzione ma anche nella cura di patologie e disturbi che dipendono da squilibri nella omeostasi metabolica ed alterazioni funzionali del sistema immunitario. L’olio di canapa può essere considerato un “vaccino” nutrizionale, nel senso che, ha tutti gli effetti di un alimento protettivo introducendolo quotidianamente nella dieta. L’olio di canapa ha un odore ed un sapore gradevole e può essere utilizzato per condire l’insalata, la pasta, il pesce, ed essere sostituito nell’ uso quotidiano agli altri olii di semi.
Con l’uso quotidiano di olio di canapa possiamo prevenire in buona parte la progressione di aterosclerosi, agendo direttamente sui fattori di rischio, mantenendo più elastiche le pareti dei vasi senza avere effetti collaterali; se invece è già in atto la terapia con farmaci, l’olio di canapa può dare ulteriore miglioramento del quadro clinico, sempre consultando il medico curante.


• malattie asmatiche e affezioni respiratorie, sia delle basse che delle alte vie respiratorie;

• dermatiti atopiche ed affezioni cutanee varie (vitiligine, psoriasi, dermatite seborroica, acne anche nelle forme più gravi, rosacea, lupus cutaneo, ustioni);

• patologie gastrointestinali (reflusso, colopatie, rettocoliti muco emorragiche);

• affezioni vascolari (ipertensione arteriosa e vasculopatie);

• patologie femminili (malattia fibrocistica del seno, cisti ovariche, disturbi del ciclo, climaterio);

• artrosi e artrite reumatoide;

• convulsivita’;

• disturbi del linguaggio, autismo giovanile, disturbi caratteriali, impulsivita’;

• disturbo specifico dell’attenzione, ritardo di acquisizioni psicomotorie;

• cisti di qualsiasi distretto;

• poliposi;

• sclerosi multipla;

• malattie autoimmuni;

• osteoporosi;

• tumori in genere.

L’olio di Canapa ha un gradevole gusto nocciolato ricco di aroma.
Conservare lontano da fonti di luce e calore, mantenere in frigorifero dopo l’apertura.
Contiene 100 % olio di canapa naturale.

Valori nutrizionali: per un cucchiaio (14g)
Energia 126 kcal
Proteine 0g
Carboidrati 0g
Colesterolo 0g
Grassi totali 14g

Di cui:
Acidi grassi saturi 1,4g
Acidi grassi insaturi 12,5g
Acido Oleico (18.1 omega-9) …………………………….1,7g
Acido Linoleico (18:2 omega-6)…………………………………. 7,7g
Acido gamma-Linolenico GLA (18:3 omega-6)…………..0,5g
Acido alpha-Linolenico (18:3 omega-3)…………………….2,5g
Acido Stearidonico SDA (18:4 omega-3)………………………0,1g
Vit E 18mg
Questi valori sono indicativi e possono variare perché trattasi di un prodotto naturale.

Fonte: http://preventivo.wordpress.com/
Fonte: http://universoolografico.forumfree.it/



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martedì 27 marzo 2012

Giornata Mondiale della Lentezza



Sesta 

Giornata Mondiale 

della Lentezza

26 MARZO 2012

ADERISCO              HANNO ADERITO               NOTIZIE 

STAMPA       PRECEDENTI EDIZIONI     SCARICA LOCANDINA

Carissimi amici,
giunta alla sua sesta edizione, torna la Giornata Mondiale della Lentezza, un attimo di riflessione collettiva sui danni economici, ambientali e sociali del vivere a folle velocità, in un momento difficile di grandi trasformazioni, confusione e incertezza.

Il 26 marzo 2012 siete tutti invitati a impegnarvi e partecipare - ognuno nella propria città - con  amici, colleghi, in famiglia o da soli, creando un piccolo/grande momento di riflessione per raccogliere le forze e trovare il coraggio di cambiare, contribuendo a rivoluzionare il nostro mondo dalle fondamenta.

Comunicateci la vostra idea, il vostro evento o proponimento, e noi li divulgheremo sul sito, su facebook, su twitter, su youtube e tramite i comunicati stampa, in modo da poterli condividere con tutti gli altri ribelli della lentezza.

Vivere con Lentezza è un progetto open source e work in progress che cresce di giorno in giorno grazie al contributo di tutti voi.


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giovedì 22 marzo 2012

La leggenda del quadrato magico


SATOR

AREPO

TENET

OPERA

ROTAS

La leggenda del quadrato magico di Pompei


Il quadrato puo' essere letto in qualsiasi direzione e mostra diversi significati: semplice gioco o messaggio cifrato?

Si tratterebbe di uno scritto ritrovato sul muro di una casa di Pompei e in diversi altri luoghi. I ritrovamenti più antichi datano il quadrato fra il II ed il IV secolo d.C. (è il caso di Cirencester in Gran Bretagna).
Secondo il libro di Rino Camilleri (Il quadrato magico - ed. Rizzoli) la sua origine sarebbe cristiana, ma il suo significato non è chiaro (a meno che non si tratti di un semplice gioco)
Inoltre si può notare che se si scrivono tutte e cinque le parole nascoste del quadrato una di seguito all'altra (rotas opera tenet arepo sator), la frase risultante può essere letta ugualmente bene anche in senso contrario, costituendo, quindi, un palindromo.
Questo strano quadrato è stato rinvenuto in molti luoghi europei, ed è presente anche in testi e monumenti antichi. Numerosi studi sono stati condotti sull'origine e sul significato di questa formula.
L'ipotesi più condivisa è che si tratti di una cruces dissimulatae, una raffigurazione cifrata dei primi cristiani per poter adorare la croce in segreto: non è infatti un caso che le 25 lettere del quadrato possono essere disposte in modo da formare le parole A-PATERNOSTER-O. La A e la O, corrispondenti latine dell'Alfa e dell'Omega greci, significherebbero allora il principio e la fine di tutte le cose.

E ancora: se si legge il quadrato a serpentina si ha: sator opera tenet - tenet opera sator (il seminatore possiede le opere, ovvero Dio è il Signore del creato).

Il fatto che il quadrato fosse presente nell'antica Pompei solleva però alcuni interrogativi. Non esiste infatti alcuna prova del culto cristiano in tale contesto. Inoltre, il quadrato si trova in molti altri luoghi: dalla Cattedrale di Siena a Sermoneta, da San Lorenzo di Rochemaure ai castelli di Chinon in Francia; da Santiago di Compostela in Spagna, ad Altofen in Ungheria.

Il dato suggestivo è che molti di questi luoghi furono possedimenti templari: è possibile allora che i Cavalieri Templari, depositari di conoscenze esoteriche, usassero tale simbolo per contrassegnare luoghi di particolare importanza.



quadrato magico: TENET - la croce dei cavalieri templariEcco un'altra interpretazione:


la lettera T, alle estremità della croce formata dalla parola TENET, poteva essere interpretata come richiamo al simbolo del Tau, cioè della croce. si può notare anche che accanto ad ogni T ci sono sempre sia una A che una O. Il collegamento con la
La croce dei Cavalieri Templari è immediato:

A. D. Grad, nel suo libro "Introduzione alla Kabbala ebraica", MEB, 1986. osserva che:
  • le due parole TENET formano una croce a bracci uguali;
congiungendo le A e le O con la N che sta al centro e tracciando il cerchio di raggio NA (o NO) si ottiene la famosa croix pattée dei Cavalieri Templari.

Alcuni luoghi dove osservare il quadrato magico :

  • a Roma nella Basilica di Santa Maria Maggiore (in questa chiesa è possibile vedere anche un altro palindromo: Roma summus amor );
     
  • a Magliano dei Marsi in provincia di L'Aquila, in una chiesa dedicata a Santa Lucia;
     
  • a San Felice del Molise, nella chiesa di Santa Maria Ester;
     
  • a Campiglia Marittima, in provincia di Livorno;
     
  • a Capestrano, Chieti, nella chiesa di San Pietro ad Oratorium;
     
  • alla Certosa di Trisulti, Frosinone;
     
  • nella chiesa di Sant'Agostino a Monterubbiano in provincia di Ascoli Piceno;
     
  • a Siena, nell'Abbazia di Santa Maria della Scala;
     
  • nell'Abbazia di Montecassino;
     
  • in un manoscritto della Biblioteca capitolare di Vercelli, in cui le parole sono scritte l'una dietro l'altra fino a formare il perfetto palindromo SATORAREPOTENETOPERAROTAS.
     
  • ad Ascoli Satriano in località Faragola in quella che in primo momento si pensava fosse una basilica paleocristiana e che successivamente si è rivelata una villa patrizia forse appartenente agli scipioni di epoca tardo imperiale
     
Il Sator è stato inciso su una pietra esterna della chiesa di San Lorenzo a Rochemaure in Francia dall’eretico cataro l’albigese Qiroi, ma al tempo stesso è stampato su una Bibbia carolingia e dipinto in una cappella dell’Inquisizione in Spagna e in diversi edifici sacri medioevali francesi e inglesi. Campeggia su una moneta dell’Imperatore Massimiliano II ed è scolpito sul fondo di un’antica coppa d’argento trovata sull’isola scandinava di Gothand.
E’ conosciuto nell’Egitto del IV e del V secolo d.C., nella Cappadocia del IX secolo d.C. e in Mesopotamia (a Dura Europos fu trovato in ben cinque occasioni). E’ presente in un manoscritto latino dell’882 conservato presso la Biblioteca Nazionale Francese; Paracelo la considerava un talismano erotico; Girolamo Gordano nel suo De rerum variegate un rimedio contro la rabbia, e, infine per taluni, sembra contenere dotti riferimenti alla Apocalisse di San Giovanni.
Tale è la molteplicità dei luoghi e dei testi in cui ritorna il quadrato magico del Sator, che la sua interpretazione appare un vero rompicapo per archeologi, filologi e paleografi di tutto il mondo.

Il Sator come cripto-preghiera per i primi cristiani
Nel 1868 uno scavo archeologico nell’antica città di Corinium (oggi Cirencester, nel Gloucesterhire, Inghilterra) rivelò il Sator sull’intonaco di una casa databile al III sec. d.C.. La retrodatazione del Sator portò alla convinzione che esso potesse rappresentare uno stratagemma dei primi cristiani, quando erano ancora perseguitati, per adorare la croce in forma dissimulata:le due parole TENET, infatti, disegnano al centro del quadrato una croce perfetta.
Del resto che i primi cristiani adottassero simili stratagemmi è noto. Si pensi al simbolo del pesce (ICTUS in greco), che in realtà nasconde l’acrostico Iesus Christòs Theou Uiòs Sotèr.
A chiudere la faccenda ci pensò Felix Grossner, pastore evangelista, che poco dopo scoprì che anagrammando le lettere del Sator saltavano fuori le parole PATERNOSTER incrociate e poste tra le lettere A e O, corrispondenti, in questa interpretazione all’Alfa e all’Omega dell’alfabeto greco, chiara citazione dell’Apocalisse di San Giovanni: “ Io sono l’Alfa e l’Omega, l’inizio e la fine, colui che è, che è stato e che sarà” (Apocalisse, 1-8, 21-6 e 22-13).
La partita sembrava chiusa e il mistero svelato, se di mezzo non si fosse il paleografo Matte Della Corte nel 1936.
Pompei, ritrovamento
Ancora una volta a segnalare il passo è una scoperta archeologica: tracce del Sator su una colonna della Grande Palestra di Pompei. Ora per la sua tragica fine, Pompei era in grado di dare un terminus ante quem al Sator: il 79 d.C. anno dell’eruzione del Vesuvio e dalla conseguente distruzione e abbandono della città.
Veniva dunque a cadere l’ipotesi cristiana, non solo perché non erano note, e non lo sono tuttora, comunità cristiane a Pompei ma soprattutto perché non poteva essere conosciuta l’Apocalisse di San Giovanni, visto che la sua diffusione nell’Italia centrale avvenne, secondo studi attendibili, verso gli anni 120-150 d.C. ed era quindi impossibile che tale concetto fosse presente nel 79 d.C.
Rimane il dilemma di cosa significhi e rappresenti il Sator.
Sappiamo che esso è presente in tutto il bacino mediterraneo, che preesisteva al cristianesimo e che ciò nonostante fu adottato in seno al cristianesimo, forse con un significato traslato, forse improprio.
La chiave per risolvere l’enigma doveva allora nascondersi in quell’unica parola intraducibile: AREPO.

Il Sator: un’interpretazione di carattere teologico e filosofico
Quest’altissimo tema teologico, che ci riconduce allo spinoso tema del libero arbitrio, non è d’esclusivo appannaggio del cristianesimo. Nella filosofia antica furono gli stoici a porsi per primi il problema. Se pensiamo poi alla vicinanza di certi concetti dello stoicismo con quelli del cristianesimo e come spesso filosofi stoici, come Seneca, siano stati creduti cristiani, possiamo ben comprendere come il quadrato magico del Sator, che esaltava il potere di Dio sull’uomo, sia stato accolto tra i simboli della religione cristiana.
Il Sator di Pompei trova in quest’interpretazione una collocazione coerente. In un periodo (metà del I sec. d. C.) il mondo romano aveva smarrito i valori dell’antica Res Publica e i nuovi poteri imperiali inducevano gli imperatori a sentirsi dèi. Il Sator ricordava allora i limiti del potere umano. Inoltre proprio Pompei, nel 62 d.C., era stata funestata da un tragico terremoto e i suoi cittadini (come scrive lo stesso Seneca) avevano potuto sperimentare sulla loro pelle la precarietà dell’esistenza umana ed era naturale che volgessero i loro pensieri a quel Potere Supremo che così duramente aveva mostrato la sua forza.
In epoca medioevale probabilmente il Sator viene inglobato all’interno della cultura neoplatonica a cui si riallaccia, come abbiamo visto, anche la figura di Ermete Trismegisto. Basandosi sull’insegnamento di Platone, i neoplatonici hanno come fondatore storico Ammonio Sacca, vissuto ad Alessandria d’Egitto nel II sec. D.C., anche se l’esponente più famoso di questa dottrina filosofica fu Plotino (205-270 d.C.) che aprì a Roma la sua scuola. Seguì Niccolò Cusano (1400-1464), Marsilio Ficino (1453-1499) e Pico della Mirandola (1463-1494). Nella Firenze medicea erano questi gli autori più letti (e fra loro anche Ermete, considerato reale figura storica). Con il neoplatonismo giunse in occidente anche quel gusto per l’esoterismo e una conoscenza iniziatica vista come elevazione a Dio. Scienza ed esoterismo oggi sono contrapposti, ma allora erano coesi. Gli umanisti, dunque, (e successivamente tutto il Rinascimento) studiano la matematica, la geometria e l’astronomia, mischiandola con l’alchimia, la magia e la cabala. Il nostro Sator si trova nel mezzo di questo percorso, nonostante non ne faccia propriamente parte. Non c’è allora da stupirsi che fosse adottato (come sostiene Bianca Capone) dai Templari, che di questa cultura erano impregnati.
Eppure il Sator non nasconderebbe nessuna formula magica, piuttosto sarebbe una pillola di saggezza ad uso individuale, un monito alla presenza umana. Un’altra versione del Memento Homo.
Naturalmente questa che vi offriamo è solo una delle tante interpretazioni. Il lettore interessato potrà trovarne altre fino ad arrivare alle più eccentriche. In verità, il Sator rimane a tutt’oggi un oggetto misterioso, la cui esatta funzione non è provata.
Concludiamo allora citando l’interpretazione di uno dei più noti enigmisti italiani, Stefano Bartezzaghi, che nel 2000 nella sua rubrica Lessico e Nuvole (La Repubblica) si cimentò anche lui nel mistero del Sator, scoprendo che anagrammandolo saltava fuori: SOTTRAR ORO A PAPERONE: SAETTE.
Lasciamo al lettore decidere se Paperone era coevo alla Pomepi del I sec. d. C.
 http://www.tanogabo.it/sator.htm

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